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Approfondimenti, aggiornamenti e riflessioni dal mondo ACET.
Uno spazio per restare informatษ su ciรฒ che facciamo, su cosa accade nella comunitร e su come cambia โ davvero โ la realtร delle persone transgender.
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Perchรฉ sono state presentate segnalazioni su Panorama allโOrdine dei Giornalisti, ad AGCOM e allo IAP
Dopo la pubblicazione della copertina “Baby trans senza limiti” e del servizio “Adolescenza interrotta”, ACET ha presentato segnalazioni all’Ordine dei Giornalisti, all’AGCOM e all’IAP. Qui ne spieghiamo le ragioni.
A seguito della pubblicazione della copertina ยซBaby trans senza limitiยป e del servizio interno ยซAdolescenza interrottaยป, lโAssociazione per la Cultura e lโEtica Transgenere (ACET) ha deciso di attivare alcuni strumenti istituzionali previsti dallโordinamento italiano. La scelta di presentare un esposto allโOrdine dei Giornalisti della Lombardia e segnalazioni allโAutoritร per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e allโIstituto dellโAutodisciplina Pubblicitaria (IAP) nasce da una valutazione approfondita sulla qualitร dellโinformazione e sugli effetti prodotti dal racconto mediatico.
Come illustrato nellโanalisi pubblicata sul sito dellโassociazione, il nodo centrale riguarda il modo in cui temi complessi e sensibili vengono costruiti sul piano linguistico e narrativo. Titoli, immagini, accostamenti e cornici interpretative incidono direttamente sulla percezione pubblica delle persone transgender e, in particolare, dei minori. In questo senso, lโiniziativa intrapresa si colloca allโinterno di una riflessione piรน ampia sulla responsabilitร dellโinformazione quando affronta soggetti vulnerabili e questioni di rilevanza sanitaria e sociale.
Lโesposto presentato allโOrdine dei Giornalisti della Lombardia chiede una valutazione sul rispetto delle norme deontologiche che regolano lโesercizio della professione giornalistica. LโOrdine รจ chiamato a pronunciarsi su aspetti quali la correttezza dellโinformazione, il rispetto della dignitร delle persone e il divieto di discriminazione. Lโattivazione di questo strumento mira a sollecitare un esame puntuale e motivato di un caso che presenta profili di criticitร sul piano professionale.
Parallelamente, รจ stata trasmessa una segnalazione ad AGCOM, Autoritร indipendente con competenze in materia di tutela del pubblico, dei minori e della qualitร dellโinformazione. In questo ambito, lโattenzione รจ rivolta allโimpatto complessivo dei contenuti diffusi e alla loro idoneitร a generare disinformazione o allarme sociale. La segnalazione richiama le funzioni di vigilanza dellโAutoritร rispetto a un discorso mediatico che incide su un tema al centro del dibattito politico e istituzionale.
La segnalazione allo IAP riguarda specificamente la copertina del settimanale. La copertina svolge una funzione comunicativa autonoma, anticipa il contenuto editoriale e ne orienta la lettura. Titolo, immagini e impaginazione concorrono a veicolare un messaggio che puรฒ risultare fuorviante o lesivo della dignitร delle persone rappresentate. Per questo motivo, una valutazione nellโambito dellโautodisciplina pubblicitaria appare pertinente rispetto ai profili di comunicazione visiva e promozionale.
Le azioni intraprese si collocano in ambiti distinti e complementari. Ciascun organismo coinvolto esercita competenze specifiche e autonome. Lโobiettivo condiviso รจ richiamare lโattenzione sulla responsabilitร che accompagna la produzione di informazione quando essa contribuisce a costruire rappresentazioni sociali con effetti concreti.
La decisione di rendere pubblica questa iniziativa risponde a unโesigenza di trasparenza. Lโutilizzo di strumenti istituzionali rappresenta una possibilitร legittima per associazioni e soggetti collettivi che intendono intervenire sul piano della qualitร dellโinformazione. Rendere visibile questo percorso significa anche affermare lโimportanza di un confronto pubblico che si svolga allโinterno di regole condivise e di sedi competenti.
Lโazione intrapresa si inserisce in un lavoro piรน ampio che riguarda il dibattito pubblico sulle persone transgender, il ruolo dei media nella costruzione dellโimmaginario collettivo e la responsabilitร di chi produce informazione in una fase politica particolarmente delicata. In questo contesto, il ricorso agli strumenti previsti dallโordinamento costituisce una parte integrante di un impegno volto a promuovere unโinformazione piรน rigorosa, contestualizzata e rispettosa.
โBaby trans senza limitiโ: linguaggio, propaganda anti-gender e costruzione dellโallarme nel racconto di Panorama

Un’analisi critica e un fact checking della copertina “Baby trans senza limiti” e del servizio di Panorama: linguaggio, propaganda anti-gender, uso dei modelli esteri e vuoto di dati nel contesto italiano.
Nel numero del 14 gennaio 2026 Panorama sceglie di dedicare la copertina e un servizio interno al tema delle persone transgender minorenni. Il titolo, ยซBaby trans senza limitiยป, orienta immediatamente lo sguardo del lettore. Lโuso del termine โbabyโ introduce una dimensione infantilizzante, mentre lโespressione โsenza limitiโ evoca lโidea di una deriva, di un fenomeno privo di argini, di controlli e di responsabilitร . La costruzione semantica รจ sufficiente a suggerire che qualcosa di pericoloso stia accadendo e che lโintervento normativo o repressivo rappresenti una risposta necessaria.
Allโinterno del servizio, intitolato ยซAdolescenza interrottaยป, questa cornice viene progressivamente riempita attraverso un linguaggio che insiste sullโirreversibilitร e sul danno. Espressioni come ยซpercorso senza ritornoยป, ยซdecisione irreversibileยป e soprattutto ยซla pubertร non si accende e spegne come un abat-jour. Imboccata quella strada, non si torna piรน indietroยป vengono presentate come constatazioni, non come posizioni allโinterno di un dibattito scientifico complesso. Il lettore viene cosรฌ accompagnato verso una rappresentazione binaria dellโesperienza transgender: un prima e un dopo, un errore originario e un pentimento finale, una scelta che segnerebbe definitivamente il corpo e la vita.
Questa narrazione trova una sintesi particolarmente efficace nella frase secondo cui ยซsono sempre piรน gli adolescenti o ex i quali, dopo lโintervento chirurgico e il cambio di sesso, si pentono perchรฉ non possono tornare indietroยป. Lโaffermazione contiene tre elementi che meritano attenzione: lโidea di una crescita numerica non supportata da dati esplicitati, lโassunzione del pentimento come esito frequente e la certezza dellโimpossibilitร di tornare indietro. Nel testo, tuttavia, non vengono indicati studi, report o serie statistiche riferite al contesto italiano che consentano di valutare la fondatezza di quel โsempre piรนโ. La formula funziona come leva emotiva e come argomento politico, ma resta priva di una base verificabile per il lettore.
Accanto allโirreversibilitร , il servizio introduce ripetutamente il tema della salute mentale e della cosiddetta comorbilitร . Si legge che ยซla disforia nei minorenni si presenta frequentemente in concomitanza con altre forme di sofferenza (anoressia, autismo, psicosi)ยป e che ยซpresentarsi come disforici puรฒ essere un modo di dare nome a un malessere altrimenti ineffabileยป. In questo passaggio, lโidentitร transgender viene ricondotta a sintomo, a espressione indiretta di un disagio che troverebbe altrove la sua origine. La complessitร dellโesperienza soggettiva e clinica viene compressa in una spiegazione riduzionista che produce un effetto preciso: delegittimare la capacitร di autodeterminazione delle persone transgender, in particolare se minorenni, e presentarle come soggetti strutturalmente instabili.
Il quadro viene ulteriormente rafforzato attraverso lโuso insistito di modelli e casi esteri. Regno Unito, Stati Uniti e diversi Paesi europei vengono evocati come esempi di una presunta inversione di rotta, con particolare riferimento alla chiusura della clinica Tavistock. Questo accumulo di riferimenti costruisce lโidea di un consenso internazionale che starebbe emergendo contro i percorsi di affermazione di genere per i minori. Le differenze tra sistemi sanitari, protocolli clinici e assetti giuridici non vengono chiarite, lasciando intendere una continuitร che nel contesto italiano non viene dimostrata.
Nel servizio, lโItalia appare cosรฌ come uno spazio privo di regole, descritto come una sorta di โterra di nessunoโ normativa. In realtร , proprio lโassenza di dati pubblici consolidati ha portato allโistituzione di un tavolo tecnico e alla discussione di un disegno di legge che interviene in chiave preventiva piรน che regolamentare. Nel momento in cui il Parlamento รจ chiamato a votare, manca ancora un report pubblico che restituisca lo stato dellโarte effettivo nel nostro Paese, rendendo il dibattito particolarmente esposto a narrazioni allarmistiche e a modelli importati dallโestero.
Un altro elemento ricorrente รจ lโassociazione tra identitร transgender e radicalizzazione. Il servizio parla di ยซradicalizzazione di alcuni gruppi per i diritti dei transยป, accostandola ad azioni violente o intimidatorie senza una ricostruzione puntuale dei contesti e delle responsabilitร . Questo accostamento contribuisce a delegittimare lโattivismo e a presentare le rivendicazioni di diritti come espressione di estremismo piuttosto che come parte di un confronto democratico.
Questo impianto narrativo non rappresenta una novitร per Panorama. Nel 2021, la testata aveva giร dedicato una copertina ai ยซpentiti del cambio di sessoยป, costruendo un racconto centrato sullโirreversibilitร , sullโerrore e sul rimpianto. Allora come oggi, il riferimento a Tavistock, lโuso di casi esteri e la rappresentazione della transizione come violazione della โnaturaโ componevano lo stesso frame. La ripetizione di questo schema indica la presenza di un modello comunicativo stabile, che utilizza il tema dei minori per produrre allarme e rendere plausibili politiche restrittive.
In un contesto politico nel quale le istituzioni italiane discutono di leggi in assenza di dati pubblici completi, la responsabilitร dellโinformazione assume un peso decisivo. Il linguaggio, le immagini e le cornici narrative non sono dettagli stilistici: producono effetti reali sul dibattito pubblico e sulla vita delle persone. Informare su temi complessi richiede rigore, contestualizzazione e attenzione, soprattutto quando si parla di soggetti vulnerabili.
Diritti delle persone trans in Europa: il 2025 segna una preoccupante regressione. LโItalia agli ultimi posti.
Per la prima volta in 13 anni, lโIndice e Mappa dei Diritti Trans pubblicato da TGEU
(Transgender Europe and Central Asia) registra unโinversione di rotta: nel 2025 sono stati
sottratti piรน diritti alla comunitร transgender di quanti ne siano stati acquisiti. Un
campanello dโallarme, non solo per le persone trans, ma per la salute della democrazia in
Europa, come sottolineato da Richard Kรถhler, Senior Policy Officer presso TGEU:
ยซLโEuropa si trova a un bivio molto piรน cupo. Non si tratta solo di diritti transgender: รจ una
prova fondamentale di autodeterminazione per le societร democratiche. Il modo in cui
rispondiamo ora agli attacchi contro la societร civile definisce non solo il futuro delle
comunitร vulnerabili, ma lโanima stessa dellโEuropa e la sua posizione a livello globale.ยป
Trans Rights Index & Map
Il report, pubblicato ogni anno dallโorganizzazione, analizza la situazione giuridica di 54
Paesi tra Europa e Asia Centrale. Vengono utilizzati 32 indicatori suddivisi in 6 aree
giuridiche, che definiscono i requisiti specifici per ciascun paese rispetto al riconoscimento
legale del genere, alle tutele esistenti per le persone trans in materia di asilo, crimini e
discorsi dโodio, discriminazione, salute e famiglia. Ogni Paese ottiene un punto per ogni
criterio soddisfatto secondo gli indicatori.
LโItalia questโanno registra 7,5 criteri soddisfatti su 32, collocandosi tra Bulgaria (6 su 32) e
Ucraina (8 su 32), ben al di sotto della Polonia (10,5 su 32) e con un ampio distacco
negativo rispetto agli altri Paesi mediterranei come Spagna (24,5), Portogallo (20) e Grecia
(21). Tra gli altri Stati, spiccano Islanda (30 su 32) e Malta (28 su 32), gli unici due Paesi in
Europa e Asia Centrale ad aver effettivamente depatologizzato l’identitร di genere e
riconosciuto la genitorialitร delle persone non binarie.
Le criticitร italiane: assenza di leggi e mancanza di tutele
Analizziamo nel dettaglio la situazione italiana, esaminando ciascuna delle 6 aree giuridiche.
- Affermazione legale di genere (6 indicatori su 14 soddisfatti):
In Italia esiste un quadro legale che consente alle persone trans di ottenere il riconoscimento
ufficiale della propria identitร di genere, ovvero la possibilitร di modificare nome e genere
sui documenti. Questo processo รจ chiamato “affermazione legale di genere” (ALG) e ha
ricevuto attenzione anche da parte della Corte Europea dei Diritti dellโUomo, che ha
sottolineato lโimportanza di garantire procedure rispettose della dignitร e dei diritti umani.
Sono presenti alcune tutele importanti:
- La legge prevede una procedura di riconoscimento del genere.
- Esiste un percorso amministrativo o giudiziario che consente di cambiare nome e genere.
- Non รจ richiesto alcun intervento chirurgico o sterilizzazione per ottenere il riconoscimento
legale del genere.
Tuttavia, le mancanze presenti sono molto gravi: - Il riconoscimento legale non si basa esclusivamente sullโautodeterminazione della
persona: รจ ancora necessario lโintervento di giudici o esperti. - ร richiesta una diagnosi o una valutazione psicologica.
- Anche se non sono necessari interventi chirurgici, sono comunque richiesti altri passaggi
medici. - In caso di matrimonio, รจ obbligatorio il divorzio prima di poter ottenere la modifica legale
del genere. - Non esistono procedure chiare per il riconoscimento del genere per i minorenni.
- Non esiste alcun riconoscimento delle identitร non binarie.
- Asilo (1,5 indicatori su 3 soddisfatti):
Lโidentitร di genere รจ riconosciuta dalla legge italiana come uno dei motivi validi per
richiedere asilo. Tuttavia, non esistono politiche o piani specifici a livello nazionale che
prevedano misure di protezione dedicate alle persone trans richiedenti asilo. In alcune
regioni italiane รจ possibile per le persone rifugiate accedere alla procedura di affermazione
legale di genere, ma le informazioni in merito sono spesso poco chiare o difficilmente
accessibili, motivo per cui lโItalia ottiene solo mezzo punto su questo indicatore. - Discorso e crimini dโodio (0 su 3 indicatori soddisfatti):
Non esiste in Italia una legge che riconosca esplicitamente i crimini e i discorsi dโodio
motivati dallโidentitร di genere come aggravanti. Inoltre, non sono presenti strategie
nazionali specifiche per prevenire o contrastare lโodio nei confronti delle persone trans, nรฉ
programmi strutturati per formare le forze dellโordine o i magistrati su questi temi. - Non discriminazione (0 su 8 indicatori soddisfatti):
LโItalia non dispone di una legislazione che vieti esplicitamente la discriminazione basata
sullโidentitร di genere nei principali ambiti della vita quotidiana: lavoro, sanitร , istruzione,
beni e servizi, alloggio. Anche le istituzioni preposte alla tutela delle pari opportunitร non
hanno un mandato chiaro per occuparsi delle persone trans. Mancano inoltre piani dโazione
nazionali specifici e non esiste una legge che riconosca lโespressione di genere come
ambito tutelato contro la discriminazione. - Salute (0 su 2 indicatori soddisfatti):
Nel sistema sanitario italiano mancano ancora tutele specifiche per le persone trans.
Nonostante alcuni progressi internazionali in termini di depatologizzazione, lโItalia non ha
ancora adottato misure chiare in tal senso. Inoltre, non esiste una legge o una politica che
vieti esplicitamente le cosiddette “pratiche di conversione” rivolte alle persone trans, pratiche
considerate dannose e fortemente criticate a livello internazionale. - Famiglia (0 su 2 indicatori soddisfatti):
Infine, anche in ambito familiare, lโItalia presenta gravi lacune. Non esistono norme che garantiscano il riconoscimento della genitorialitร delle persone trans in modo coerente con la loro identitร di genere. Ad esempio, una persona trans potrebbe trovarsi identificata con un genere non corrispondente alla propria identitร nei documenti relativi ai figli. Inoltre, non vi รจ alcun riconoscimento legale per le persone non binarie nel ruolo di genitore.
Cosa รจ necessario fare: raccomandazioni a livello europeo
TGEU invita le istituzioni europee e i governi nazionali ad assumere un ruolo piรน deciso nel
garantire la protezione e il riconoscimento delle persone trans in tutti gli ambiti della vita
civile e sociale. Le richieste principali includono:
1) Rafforzare lโimpegno dellโUE nellโattuazione e nel monitoraggio dei diritti delle persone
trans, sostenendo e responsabilizzando gli Stati membri.
2) Integrare lโidentitร ed espressione di genere in tutte le politiche UE per la paritร e nella
normativa antidiscriminatoria.
3) Promuovere i diritti LGBT+ a livello globale, specialmente nei paesi candidati allโadesione,
inserendo parametri sui diritti umani nella politica estera.
4) Sostenere il sistema ONU e rinnovare il mandato dellโEsperto Indipendente su SOGI
come garanzia per i diritti delle persone trans nel mondo.
5) Unire i movimenti sociali e rafforzare la solidarietร tra comunitร per resistere
allโarretramento politico e difendere i meccanismi democratici conquistati.
Un impegno necessario per il futuro
In un periodo storico segnato da numerose crisi โ geopolitiche, democratiche, economiche,
sanitarie e ambientali – tutelare i diritti delle persone trans non รจ solo una questione di
giustizia sociale, ma anche un indicatore della capacitร di una societร di proteggere le sue
minoranze e garantire pari dignitร a tutti i suoi membri.
ร necessario che lโItalia colmi le gravi lacune normative ancora presenti, adottando leggi
che rispettino pienamente lโautodeterminazione e la dignitร delle persone trans. Garantire
i diritti umani a tuttษ significa rafforzare la nostra democrazia.
Articolo di Stefano De Finis
Perchรฉ lโidentitร di genere serve nel disegno di legge Zan
Sembra che i motivi per i quali una larga parte della comunitร trans* insiste su questa formulazione siano filosofici, o โcapricciosiโ; in realtร le motivazioni sono sia tecnico-giuridiche, sia di ordine pratico.
Sul piano giuridico, non รจ affatto vero che lโespressione โidentitร di genereโ sia sconosciuta al nostro sistema; il diritto non รจ fatto solo di norme ma anche di giurisprudenza e di dottrina.
La giurisprudenza, nelle sue alte espressioni della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, da anni utilizzano questa formulazione.
A solo titolo di esempio, nella sentenza 15138/2015, la Corte di Cassazione, nello stabilire che non sono necessari interventi chirurgici per la rettifica anagrafica, fece riferimento allโidentitร di genere, anzi al โdiritto allโidentitร di genere inteso come interesse della persona a vedere rispettato nei rapporti esterni ciรฒ che il soggetto รจ e faโ.
Nella Sentenza della Corte Costituzionale 180/2015, lโespressione โidentitร di genereโ ricorre 20 (venti) volte, e spesso nel contesto del โdiritto fondamentale alla propria identitร di genereโ.
Se la Corte Costituzionale considera lโidentitร di genere un diritto fondamentale, sostenere che si tratti di una formulazione impalpabile, ambigua e non riconosciuta, o rappresenta ignoranza, oppure strumentalizzazione.
Che cosa sia lโidentitร di genere non รจ affatto un mistero: si tratta del senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza o non appartenenza alle categorie sociali e culturali di uomo e donna, ovvero ciรฒ che permette a un individuo di dire: โIo sono un uomo, io sono una donna, io non sono nรฉ un uomo nรฉ una donnaโ, indipendentemente dal sesso anatomico di nascita.
Molto concretamente, รจ ciรฒ che permette a me di affermare che sono una donna.
Un altro motivo sul piano giuridico riguarda proprio la ratio della norma, che cosรฌ come fu per la cd Legge Mancino, intende colpire motivazioni e non proteggere condizioni.
Sostituire โidentitร di genereโ con โtransessualitร โ, quindi, farebbe perdere alla norma anche un senso logico elementare, perchรฉ se uno dei motivi puรฒ essere lโorientamento sessuale, e non lโomosessualitร , o la bisessualitร , o la pansessualitร o qualsiasi altra condizione riferita allโorientamento sessuale, allo stesso modo non puรฒ essere la transessualitร ma lโidentitร di genere.
Orientamento sessuale e identitร di genere sono dimensioni, omosessualitร e transessualitร sono condizioni di quelle dimensioni.
Che senso avrebbe una norma che colpisse comportamenti fondati sulla transessualitร ? Ma anche senza essere fini giuristi, proprio nella lingua italiana?
Eโ importante, piuttosto, mantenere salda lโispirazione della norma: non รจ importante che il soggetto colpito sia nero, o di unโaltra religione, o gay, o transgender: รจ importante che i motivi che ispirano il comportamento sanzionabile siano riferiti allโetnia, alla religione, allโorientamento sessuale o allโidentitร di genere.
Se un ragazzo eterosessuale viene malmenato perchรฉ individuato come gay, e dal contesto concreto questo emerge, questo basta a far rientrare il comportamento nella fattispecie: non รจ importante che il ragazzo sia effettivamente gay.
Inoltre, ci sono motivazioni anche sotto il profilo piรน ampio rappresentato dalle lotte che la comunitร transgender ha condotto nellโultima quindicina dโanni per la depsichiatrizzazione, cosรฌ come accadde oltre trentโanni fa per lโomosessualitร : non cโรจ alcun bisogno di etichette legali riferite a condizioni che, a partire dal 1ยฐ gennaio 2022, saranno derubricate tra le condizioni legate alla salute della persona e non piรน patologizzate.
Non vediamo motivi per usare โtransessualitร โ, termine di origine psichiatrica, proprio allโalba di un nuovo giorno in cui la condizione viene depsichiatrizzata.
Sul piano pratico, poi, ci sono ottimi motivi per continuare a sostenere la necessitร di questa formulazione ed escludere categorizzazioni che richiedono qualche โbollinoโ esterno: le persone che piรน di tutte, allโinterno della comunitร trans*, dovrebbero trovare protezione sono quelle fuori dai percorsi canonici medicalizzati, che si propongono in base ad una rappresentazione di sรฉ estranea ai canoni binari e che, proprio per questo, vengono piรน duramente emarginate ed esposte ad atti di violenza.
Continuiamo a chiedere fermamente che la formulazione โidentitร di genereโ resti nel testo del disegno di Legge Zan, proprio per quella parte della nostra comunitร che รจ meno protetta e piรน vulnerabile.
Comunicazioni
Perchรฉ sono state presentate segnalazioni su Panorama allโOrdine dei Giornalisti, ad AGCOM e allo IAP
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โBaby trans senza limitiโ: linguaggio, propaganda anti-gender e costruzione dellโallarme nel racconto di Panorama
Ogni anno, il 20 novembre, il mondo ricorda le persone trans uccise dalla violenza transfobica.
A Milano, questo momento di memoria collettiva prende forma nella Trans Lives Matter March, che questโanno si terrร sabato 23 novembre 2025, con partenza da Piazza Oberdan alle 16:00.
Nata nel 2022 da unโidea di Monica J. Romano e Antonia Monopoli, oggi รจ uno degli appuntamenti piรน importanti in Italia per i diritti e la dignitร delle persone trans.
Non รจ una ricorrenza, nรฉ una semplice commemorazione.
ร un gesto politico e civile, un atto di difesa pubblica del diritto a esistere.
Questโanno marceremo anche per il popolo palestinese, vittima di una tragedia umanitaria che non puรฒ lasciarci indifferenti.
Una crisi dello Stato di diritto
Il 2024 ha segnato il numero piรน alto di morti per transfobia degli ultimi quindici anni.
Ma la violenza non riguarda solo i corpi: attraversa le leggi, la stampa, il linguaggio.
In tutto lโOccidente, governi democratici stanno progressivamente erodendo i principi fondamentali dello Stato di diritto,
e nel farlo hanno trovato un nuovo capro espiatorio: le persone trans.
La propaganda costruisce โemergenzeโ, il potere le traduce in norme.
Cosรฌ la transfobia diventa un linguaggio politico, una strategia di governo,
un modo per spostare il consenso e normalizzare la paura.
La memoria come resistenza
Marciare significa ricordare chi non cโรจ piรน, ma anche chi รจ costrettษ ogni giorno a sopravvivere in silenzio.
Significa rifiutare che la morte delle persone trans diventi un dato statistico o una notizia di cronaca nera.
Le candele della memoria, distribuite prima della partenza, sono il simbolo di questa luce collettiva:
una luce che non appartiene solo a chi la accende,
ma a chi la guarda e sceglie di non restare in silenzio.
Una piazza per tuttษ
La Trans Lives Matter March รจ accessibile e aperta a chiunque.
Abbiamo scelto un percorso privo di barriere architettoniche,
e chiediamo a ogni realtร di portare con sรฉ una sola bandiera,
perchรฉ questa piazza appartiene a tuttษ.
๐ 23 novembre 2025 โ Milano, Piazza Oberdan, ore 17:30
Scendere in piazza significa scegliere da che parte stare.
E nessuno dovrebbe farlo da solษ.
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Diritti delle persone trans in Europa: il 2025 segna una preoccupante regressione. LโItalia agli ultimi posti.

Oggi, 16 dicembre, la cantante Arisa ha ripubblicato sul suo profilo Instagram, con tanto di applausi allegati, un post di Repubblica che riportava il discorso fatto presso il Convegno di Atreju dalla Ministra per le Pari Opportunitร e la Famiglia Eugenia Roccella.
Nel discorso Roccella sostiene che le donne siano oppresse in quanto aventi un corpo di donna e che ยซLe filosofie gender, la negazione che si possa usare la parola ‘donna’, lo schwa sono nuove forme di patriarcato e sono un rischio alla libertร delle donne di essere se stesseยป.
Domani 17 dicembre Arisa sarร ospite e canterร allโevento organizzato a Milano da Orgoglio Porta Venezia. Al momento nel quale scriviamo, ovvero 13 ore dopo quanto accaduto, non sono state rilasciate comunicazioni riguardo allโevento che segnalino la revoca della presenza di Arisa.

Questo รจ inaccettabile.
ร inaccettabile la mancata presa di posizione da parte degli organizzatori dellโevento, che vedrร come ospite unโartista che ha dichiaratamente mostrato la condivisione di tesi transfobiche prima dellโevento.
Orgoglio Porta Venezia รจ un progetto che ha le sue radici e il suo raggio dโazione allโinterno del quartiere Porta Venezia, che รจ il Rainbow District di Milano.
Non รจ accettabile per un progetto che รจ situato nel Rainbow District sviluppare un evento che ha come main guest una persona che sostiene e condivide tesi transfobiche.
Non รจ accettabile fare un evento rainbow nel quale ci si rende partecipi della svalutazione dellโesistenza stessa delle identitร trans.
Non รจ accettabile mettere un coro LGBT+, come il Checcoro, nella posizione di dover prendere una posizione perchรฉ chi organizza lโevento non ha lโonestร intellettuale di farlo.
Come associazione chiediamo al Progetto Orgoglio Porta Venezia, a tutti i rappresentanti degli esercizi commerciali che fanno parte dellโAssociazione Commercianti Porta Venezia e tutte le realtร che hanno aderito o partecipano allโevento di prendere una posizione netta in favore della comunitร transgenere, che si traduca, anche, nellโazione pratica, che, sottolineiamo, รจ anche politica, di annullare lโinvito fatto nei confronti della cantante Arisa, per i motivi sopra elencati.
Se questa richiesta dovesse non essere accolta, ci dissociamo in toto dal Progetto Orgoglio Porta Venezia.
Perchรฉ le vite e le istanze delle persone transgender, non binarie e di genere non conforme non sono, in alcun modo, nรฉ saranno mai, qualcosa su cui negoziare.
ACET – Associazione per la Cultura e lโEtica Transgenere
Eventi Culturali
Torna a Milano โTRANS LIVES MATTERโ, la marcia per i diritti delle persone TRANS*
La marcia, organizzata da ACET e Sportello Trans e gemellata con la Trans March torinese, ricorderร le vittime di transfobia.
Gli organizzatori al Sindaco: ยซDovโรจ finito il Registro di Genere approvato in consiglio comunale?ยป
Si terrร il 19 novembre a Milano la marcia per la commemorazione delle vittime di transfobia e per la rivendicazione dei diritti e delle identitร delle persone transgender, non binarie e di genere non conforme, che lโanno scorso ha visto scendere in piazza piรน di 2000 persone. Con ritrovo alle 16.30 in Piazza Duca DโAosta – angolo Via Vitruvio – la marcia รจ organizzata dalle due realtร trans milanesi: lโAssociazione per la Cultura e lโEtica Transgenere (ACET) e lo Sportello Trans di ALA Milano Onlus.
Dopo la prima edizione della marcia lanciata lโanno scorso dalle due attiviste storiche della scena milanese, la Consigliera Comunale Monica J. Romanoe la responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus Antonia Monopoli, le due realtร trans lombarde scendono in piazza anche questโanno in occasione del Transgender Day of Remembrance (TDoR), con la seconda edizione della Trans Lives Matter March, perchรฉ โle vite delle persone trans contanoโ.
La marcia silenziosa per le vie di Milano ha lโobiettivo di commemorare le persone trans* uccise nellโanno precedente e, contemporaneamente, di difendere i pochi diritti acquisiti โ โfortemente a rischio in questa fase politicaโ โ ma anche di rivendicare quei diritti che tardano ad arrivare.
ยซDovโรจ finito il Registro di Genere proposto dalla consigliera Monica J. Romano e approvato in consiglio comunale nel maggio del 2022?ยป – chiedono gli organizzatori al Sindaco. ยซDove sono le carriere alias per i dipendenti del Comune di Milano, previste anche dal contratto collettivo nazionale di riferimento dal 2022?ยป E continuano: ยซIn un momento storico in cui la destra minaccia la nostra stessa esistenza, non vogliamo doverci guardare anche da unโamministrazione di centrosinistra.ยป.
La Trans Lives Matter March questโanno sarร gemellata con la Trans* March di Torino, che si terrร invece il 18 novembre alle 16.00.
La violenza e le vittime di transfobia
338 sono le vittime solo dellโultimo anno e crescono di giorno in giorno (solo la scorsa settimana erano 310); Il 95% sono donne trans, per lโ81% si tratta di omicidi. LโItalia si aggiudica anche questโanno il triste primato di paese europeo con il piรน alto numero di vittime di odio transfobico.Alle morti vanno poi sommate le decine di migliaia di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica agiti nei nostri confronti quotidianamente.
Gli organizzatori denunciano dati e segnalazioni in crescita:
ยซNellโultimo anno questa violenza si รจ intensificata, le segnalazioni vengono da tutte le realtร locali nel nostro Paese. Segnalazioni che non sono mai state ascoltate nรฉ prese in considerazione da questo Governo, che davanti ad unโemergenza di questa portata ha spesso deciso, al contrario, di buttare benzina sul fuoco strumentalizzando la tematica trans in favore di una propaganda ai danni delle stesse persone trans.
Una propaganda che si traduce in atto pratico quando 4 agenti della polizia locale di Milano decidono di picchiare ripetutamente e contemporaneamente una donna trans nonostante non stesse opponendo alcun tipo di resistenza;
quando 22 consiglieri regionali lombardi decidono di presentare una mozione dal titolo ยซInterventi contro la diffusione dei regolamenti scolastici sulla C.D. โCarriera Aliasโยป, che nel primo testo aveva tra gli obiettivi quello di ยซRichiedere agli istituti scolastici lombardi che aderiscono alla โcarriera aliasโ di annullarne/disapplicarne il regolamentoยป e anche di ยซIntervenire con direttive regionali contro la diffusione nelle scuole della โcarriera aliasโ ed eventuali progetti educativi ad essa connessi, ispirati alla teoria di genereยป;
quando un uomo decide di uccidere a coltellate Marta nella sua casa a Roma perchรฉ Marta era una donna trans;
quando un altro uomo decide di sgozzare una donna trans nigeriana nel bel mezzo di un parco e quando la stampa racconta la storia di questa donna titolando ยซUomo trovato sgozzato nel parco: indossava una parrucca da donnaยป;
quando Chiara e Veronica, due giovanissime donne trans, a distanza di pochi mesi lโuna dallโaltra, decidono di togliersi la vita non perchรฉ non riescano a convivere con il fatto di essere trans, ma perchรฉ non riescono a convivere con lโidea di vivere in uno Stato e in una societร che non riconosce nemmeno loro il diritto alla dignitร . Uno Stato che non le tutela dalle continue aggressioni che subiscono e che anzi, ultimamente, si impegna a rendere la loro vita piรน difficile.
Riportare che ci sono 338 vittime in un anno significa comunicare che almeno una persona trans ogni giorno muore in condizioni violente. Quale altra comunitร di persone ha un tasso di omicidi cosรฌ alto?ยป