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Approfondimenti, aggiornamenti e riflessioni dal mondo ACET.
Uno spazio per restare informatษ su ciรฒ che facciamo, su cosa accade nella comunitร e su come cambia โ davvero โ la realtร delle persone transgender.
Senza filtri, senza semplificazioni.
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Diritti delle persone trans in Europa: il 2025 segna una preoccupante regressione. LโItalia agli ultimi posti.
Per la prima volta in 13 anni, lโIndice e Mappa dei Diritti Trans pubblicato da TGEU
(Transgender Europe and Central Asia) registra unโinversione di rotta: nel 2025 sono stati
sottratti piรน diritti alla comunitร transgender di quanti ne siano stati acquisiti. Un
campanello dโallarme, non solo per le persone trans, ma per la salute della democrazia in
Europa, come sottolineato da Richard Kรถhler, Senior Policy Officer presso TGEU:
ยซLโEuropa si trova a un bivio molto piรน cupo. Non si tratta solo di diritti transgender: รจ una
prova fondamentale di autodeterminazione per le societร democratiche. Il modo in cui
rispondiamo ora agli attacchi contro la societร civile definisce non solo il futuro delle
comunitร vulnerabili, ma lโanima stessa dellโEuropa e la sua posizione a livello globale.ยป
Trans Rights Index & Map
Il report, pubblicato ogni anno dallโorganizzazione, analizza la situazione giuridica di 54
Paesi tra Europa e Asia Centrale. Vengono utilizzati 32 indicatori suddivisi in 6 aree
giuridiche, che definiscono i requisiti specifici per ciascun paese rispetto al riconoscimento
legale del genere, alle tutele esistenti per le persone trans in materia di asilo, crimini e
discorsi dโodio, discriminazione, salute e famiglia. Ogni Paese ottiene un punto per ogni
criterio soddisfatto secondo gli indicatori.
LโItalia questโanno registra 7,5 criteri soddisfatti su 32, collocandosi tra Bulgaria (6 su 32) e
Ucraina (8 su 32), ben al di sotto della Polonia (10,5 su 32) e con un ampio distacco
negativo rispetto agli altri Paesi mediterranei come Spagna (24,5), Portogallo (20) e Grecia
(21). Tra gli altri Stati, spiccano Islanda (30 su 32) e Malta (28 su 32), gli unici due Paesi in
Europa e Asia Centrale ad aver effettivamente depatologizzato l’identitร di genere e
riconosciuto la genitorialitร delle persone non binarie.
Le criticitร italiane: assenza di leggi e mancanza di tutele
Analizziamo nel dettaglio la situazione italiana, esaminando ciascuna delle 6 aree giuridiche.
- Affermazione legale di genere (6 indicatori su 14 soddisfatti):
In Italia esiste un quadro legale che consente alle persone trans di ottenere il riconoscimento
ufficiale della propria identitร di genere, ovvero la possibilitร di modificare nome e genere
sui documenti. Questo processo รจ chiamato “affermazione legale di genere” (ALG) e ha
ricevuto attenzione anche da parte della Corte Europea dei Diritti dellโUomo, che ha
sottolineato lโimportanza di garantire procedure rispettose della dignitร e dei diritti umani.
Sono presenti alcune tutele importanti:
- La legge prevede una procedura di riconoscimento del genere.
- Esiste un percorso amministrativo o giudiziario che consente di cambiare nome e genere.
- Non รจ richiesto alcun intervento chirurgico o sterilizzazione per ottenere il riconoscimento
legale del genere.
Tuttavia, le mancanze presenti sono molto gravi: - Il riconoscimento legale non si basa esclusivamente sullโautodeterminazione della
persona: รจ ancora necessario lโintervento di giudici o esperti. - ร richiesta una diagnosi o una valutazione psicologica.
- Anche se non sono necessari interventi chirurgici, sono comunque richiesti altri passaggi
medici. - In caso di matrimonio, รจ obbligatorio il divorzio prima di poter ottenere la modifica legale
del genere. - Non esistono procedure chiare per il riconoscimento del genere per i minorenni.
- Non esiste alcun riconoscimento delle identitร non binarie.
- Asilo (1,5 indicatori su 3 soddisfatti):
Lโidentitร di genere รจ riconosciuta dalla legge italiana come uno dei motivi validi per
richiedere asilo. Tuttavia, non esistono politiche o piani specifici a livello nazionale che
prevedano misure di protezione dedicate alle persone trans richiedenti asilo. In alcune
regioni italiane รจ possibile per le persone rifugiate accedere alla procedura di affermazione
legale di genere, ma le informazioni in merito sono spesso poco chiare o difficilmente
accessibili, motivo per cui lโItalia ottiene solo mezzo punto su questo indicatore. - Discorso e crimini dโodio (0 su 3 indicatori soddisfatti):
Non esiste in Italia una legge che riconosca esplicitamente i crimini e i discorsi dโodio
motivati dallโidentitร di genere come aggravanti. Inoltre, non sono presenti strategie
nazionali specifiche per prevenire o contrastare lโodio nei confronti delle persone trans, nรฉ
programmi strutturati per formare le forze dellโordine o i magistrati su questi temi. - Non discriminazione (0 su 8 indicatori soddisfatti):
LโItalia non dispone di una legislazione che vieti esplicitamente la discriminazione basata
sullโidentitร di genere nei principali ambiti della vita quotidiana: lavoro, sanitร , istruzione,
beni e servizi, alloggio. Anche le istituzioni preposte alla tutela delle pari opportunitร non
hanno un mandato chiaro per occuparsi delle persone trans. Mancano inoltre piani dโazione
nazionali specifici e non esiste una legge che riconosca lโespressione di genere come
ambito tutelato contro la discriminazione. - Salute (0 su 2 indicatori soddisfatti):
Nel sistema sanitario italiano mancano ancora tutele specifiche per le persone trans.
Nonostante alcuni progressi internazionali in termini di depatologizzazione, lโItalia non ha
ancora adottato misure chiare in tal senso. Inoltre, non esiste una legge o una politica che
vieti esplicitamente le cosiddette “pratiche di conversione” rivolte alle persone trans, pratiche
considerate dannose e fortemente criticate a livello internazionale. - Famiglia (0 su 2 indicatori soddisfatti):
Infine, anche in ambito familiare, lโItalia presenta gravi lacune. Non esistono norme che garantiscano il riconoscimento della genitorialitร delle persone trans in modo coerente con la loro identitร di genere. Ad esempio, una persona trans potrebbe trovarsi identificata con un genere non corrispondente alla propria identitร nei documenti relativi ai figli. Inoltre, non vi รจ alcun riconoscimento legale per le persone non binarie nel ruolo di genitore.
Cosa รจ necessario fare: raccomandazioni a livello europeo
TGEU invita le istituzioni europee e i governi nazionali ad assumere un ruolo piรน deciso nel
garantire la protezione e il riconoscimento delle persone trans in tutti gli ambiti della vita
civile e sociale. Le richieste principali includono:
1) Rafforzare lโimpegno dellโUE nellโattuazione e nel monitoraggio dei diritti delle persone
trans, sostenendo e responsabilizzando gli Stati membri.
2) Integrare lโidentitร ed espressione di genere in tutte le politiche UE per la paritร e nella
normativa antidiscriminatoria.
3) Promuovere i diritti LGBT+ a livello globale, specialmente nei paesi candidati allโadesione,
inserendo parametri sui diritti umani nella politica estera.
4) Sostenere il sistema ONU e rinnovare il mandato dellโEsperto Indipendente su SOGI
come garanzia per i diritti delle persone trans nel mondo.
5) Unire i movimenti sociali e rafforzare la solidarietร tra comunitร per resistere
allโarretramento politico e difendere i meccanismi democratici conquistati.
Un impegno necessario per il futuro
In un periodo storico segnato da numerose crisi โ geopolitiche, democratiche, economiche,
sanitarie e ambientali – tutelare i diritti delle persone trans non รจ solo una questione di
giustizia sociale, ma anche un indicatore della capacitร di una societร di proteggere le sue
minoranze e garantire pari dignitร a tutti i suoi membri.
ร necessario che lโItalia colmi le gravi lacune normative ancora presenti, adottando leggi
che rispettino pienamente lโautodeterminazione e la dignitร delle persone trans. Garantire
i diritti umani a tuttษ significa rafforzare la nostra democrazia.
Articolo di Stefano De Finis
Perchรฉ lโidentitร di genere serve nel disegno di legge Zan
Sembra che i motivi per i quali una larga parte della comunitร trans* insiste su questa formulazione siano filosofici, o โcapricciosiโ; in realtร le motivazioni sono sia tecnico-giuridiche, sia di ordine pratico.
Sul piano giuridico, non รจ affatto vero che lโespressione โidentitร di genereโ sia sconosciuta al nostro sistema; il diritto non รจ fatto solo di norme ma anche di giurisprudenza e di dottrina.
La giurisprudenza, nelle sue alte espressioni della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, da anni utilizzano questa formulazione.
A solo titolo di esempio, nella sentenza 15138/2015, la Corte di Cassazione, nello stabilire che non sono necessari interventi chirurgici per la rettifica anagrafica, fece riferimento allโidentitร di genere, anzi al โdiritto allโidentitร di genere inteso come interesse della persona a vedere rispettato nei rapporti esterni ciรฒ che il soggetto รจ e faโ.
Nella Sentenza della Corte Costituzionale 180/2015, lโespressione โidentitร di genereโ ricorre 20 (venti) volte, e spesso nel contesto del โdiritto fondamentale alla propria identitร di genereโ.
Se la Corte Costituzionale considera lโidentitร di genere un diritto fondamentale, sostenere che si tratti di una formulazione impalpabile, ambigua e non riconosciuta, o rappresenta ignoranza, oppure strumentalizzazione.
Che cosa sia lโidentitร di genere non รจ affatto un mistero: si tratta del senso intimo, profondo e soggettivo di appartenenza o non appartenenza alle categorie sociali e culturali di uomo e donna, ovvero ciรฒ che permette a un individuo di dire: โIo sono un uomo, io sono una donna, io non sono nรฉ un uomo nรฉ una donnaโ, indipendentemente dal sesso anatomico di nascita.
Molto concretamente, รจ ciรฒ che permette a me di affermare che sono una donna.
Un altro motivo sul piano giuridico riguarda proprio la ratio della norma, che cosรฌ come fu per la cd Legge Mancino, intende colpire motivazioni e non proteggere condizioni.
Sostituire โidentitร di genereโ con โtransessualitร โ, quindi, farebbe perdere alla norma anche un senso logico elementare, perchรฉ se uno dei motivi puรฒ essere lโorientamento sessuale, e non lโomosessualitร , o la bisessualitร , o la pansessualitร o qualsiasi altra condizione riferita allโorientamento sessuale, allo stesso modo non puรฒ essere la transessualitร ma lโidentitร di genere.
Orientamento sessuale e identitร di genere sono dimensioni, omosessualitร e transessualitร sono condizioni di quelle dimensioni.
Che senso avrebbe una norma che colpisse comportamenti fondati sulla transessualitร ? Ma anche senza essere fini giuristi, proprio nella lingua italiana?
Eโ importante, piuttosto, mantenere salda lโispirazione della norma: non รจ importante che il soggetto colpito sia nero, o di unโaltra religione, o gay, o transgender: รจ importante che i motivi che ispirano il comportamento sanzionabile siano riferiti allโetnia, alla religione, allโorientamento sessuale o allโidentitร di genere.
Se un ragazzo eterosessuale viene malmenato perchรฉ individuato come gay, e dal contesto concreto questo emerge, questo basta a far rientrare il comportamento nella fattispecie: non รจ importante che il ragazzo sia effettivamente gay.
Inoltre, ci sono motivazioni anche sotto il profilo piรน ampio rappresentato dalle lotte che la comunitร transgender ha condotto nellโultima quindicina dโanni per la depsichiatrizzazione, cosรฌ come accadde oltre trentโanni fa per lโomosessualitร : non cโรจ alcun bisogno di etichette legali riferite a condizioni che, a partire dal 1ยฐ gennaio 2022, saranno derubricate tra le condizioni legate alla salute della persona e non piรน patologizzate.
Non vediamo motivi per usare โtransessualitร โ, termine di origine psichiatrica, proprio allโalba di un nuovo giorno in cui la condizione viene depsichiatrizzata.
Sul piano pratico, poi, ci sono ottimi motivi per continuare a sostenere la necessitร di questa formulazione ed escludere categorizzazioni che richiedono qualche โbollinoโ esterno: le persone che piรน di tutte, allโinterno della comunitร trans*, dovrebbero trovare protezione sono quelle fuori dai percorsi canonici medicalizzati, che si propongono in base ad una rappresentazione di sรฉ estranea ai canoni binari e che, proprio per questo, vengono piรน duramente emarginate ed esposte ad atti di violenza.
Continuiamo a chiedere fermamente che la formulazione โidentitร di genereโ resti nel testo del disegno di Legge Zan, proprio per quella parte della nostra comunitร che รจ meno protetta e piรน vulnerabile.
La memoria come atto politico, la piazza come difesa dello Stato di diritto
Ogni anno, il 20 novembre, il mondo ricorda le persone trans uccise dalla violenza transfobica.
A Milano, questo momento di memoria collettiva prende forma nella Trans Lives Matter March, che questโanno si terrร sabato 23 novembre 2025, con partenza da Piazza Oberdan alle 16:00.
Nata nel 2022 da unโidea di Monica J. Romano e Antonia Monopoli, oggi รจ uno degli appuntamenti piรน importanti in Italia per i diritti e la dignitร delle persone trans.
Non รจ una ricorrenza, nรฉ una semplice commemorazione.
ร un gesto politico e civile, un atto di difesa pubblica del diritto a esistere.
Questโanno marceremo anche per il popolo palestinese, vittima di una tragedia umanitaria che non puรฒ lasciarci indifferenti.
Una crisi dello Stato di diritto
Il 2024 ha segnato il numero piรน alto di morti per transfobia degli ultimi quindici anni.
Ma la violenza non riguarda solo i corpi: attraversa le leggi, la stampa, il linguaggio.
In tutto lโOccidente, governi democratici stanno progressivamente erodendo i principi fondamentali dello Stato di diritto,
e nel farlo hanno trovato un nuovo capro espiatorio: le persone trans.
La propaganda costruisce โemergenzeโ, il potere le traduce in norme.
Cosรฌ la transfobia diventa un linguaggio politico, una strategia di governo,
un modo per spostare il consenso e normalizzare la paura.
La memoria come resistenza
Marciare significa ricordare chi non cโรจ piรน, ma anche chi รจ costrettษ ogni giorno a sopravvivere in silenzio.
Significa rifiutare che la morte delle persone trans diventi un dato statistico o una notizia di cronaca nera.
Le candele della memoria, distribuite prima della partenza, sono il simbolo di questa luce collettiva:
una luce che non appartiene solo a chi la accende,
ma a chi la guarda e sceglie di non restare in silenzio.
Una piazza per tuttษ
La Trans Lives Matter March รจ accessibile e aperta a chiunque.
Abbiamo scelto un percorso privo di barriere architettoniche,
e chiediamo a ogni realtร di portare con sรฉ una sola bandiera,
perchรฉ questa piazza appartiene a tuttษ.
๐ 23 novembre 2025 โ Milano, Piazza Oberdan, ore 17:30
Scendere in piazza significa scegliere da che parte stare.
E nessuno dovrebbe farlo da solษ.
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Diritti delle persone trans in Europa: il 2025 segna una preoccupante regressione. LโItalia agli ultimi posti.

Oggi, 16 dicembre, la cantante Arisa ha ripubblicato sul suo profilo Instagram, con tanto di applausi allegati, un post di Repubblica che riportava il discorso fatto presso il Convegno di Atreju dalla Ministra per le Pari Opportunitร e la Famiglia Eugenia Roccella.
Nel discorso Roccella sostiene che le donne siano oppresse in quanto aventi un corpo di donna e che ยซLe filosofie gender, la negazione che si possa usare la parola ‘donna’, lo schwa sono nuove forme di patriarcato e sono un rischio alla libertร delle donne di essere se stesseยป.
Domani 17 dicembre Arisa sarร ospite e canterร allโevento organizzato a Milano da Orgoglio Porta Venezia. Al momento nel quale scriviamo, ovvero 13 ore dopo quanto accaduto, non sono state rilasciate comunicazioni riguardo allโevento che segnalino la revoca della presenza di Arisa.

Questo รจ inaccettabile.
ร inaccettabile la mancata presa di posizione da parte degli organizzatori dellโevento, che vedrร come ospite unโartista che ha dichiaratamente mostrato la condivisione di tesi transfobiche prima dellโevento.
Orgoglio Porta Venezia รจ un progetto che ha le sue radici e il suo raggio dโazione allโinterno del quartiere Porta Venezia, che รจ il Rainbow District di Milano.
Non รจ accettabile per un progetto che รจ situato nel Rainbow District sviluppare un evento che ha come main guest una persona che sostiene e condivide tesi transfobiche.
Non รจ accettabile fare un evento rainbow nel quale ci si rende partecipi della svalutazione dellโesistenza stessa delle identitร trans.
Non รจ accettabile mettere un coro LGBT+, come il Checcoro, nella posizione di dover prendere una posizione perchรฉ chi organizza lโevento non ha lโonestร intellettuale di farlo.
Come associazione chiediamo al Progetto Orgoglio Porta Venezia, a tutti i rappresentanti degli esercizi commerciali che fanno parte dellโAssociazione Commercianti Porta Venezia e tutte le realtร che hanno aderito o partecipano allโevento di prendere una posizione netta in favore della comunitร transgenere, che si traduca, anche, nellโazione pratica, che, sottolineiamo, รจ anche politica, di annullare lโinvito fatto nei confronti della cantante Arisa, per i motivi sopra elencati.
Se questa richiesta dovesse non essere accolta, ci dissociamo in toto dal Progetto Orgoglio Porta Venezia.
Perchรฉ le vite e le istanze delle persone transgender, non binarie e di genere non conforme non sono, in alcun modo, nรฉ saranno mai, qualcosa su cui negoziare.
ACET – Associazione per la Cultura e lโEtica Transgenere
Eventi Culturali
Torna a Milano โTRANS LIVES MATTERโ, la marcia per i diritti delle persone TRANS*
La marcia, organizzata da ACET e Sportello Trans e gemellata con la Trans March torinese, ricorderร le vittime di transfobia.
Gli organizzatori al Sindaco: ยซDovโรจ finito il Registro di Genere approvato in consiglio comunale?ยป
Si terrร il 19 novembre a Milano la marcia per la commemorazione delle vittime di transfobia e per la rivendicazione dei diritti e delle identitร delle persone transgender, non binarie e di genere non conforme, che lโanno scorso ha visto scendere in piazza piรน di 2000 persone. Con ritrovo alle 16.30 in Piazza Duca DโAosta – angolo Via Vitruvio – la marcia รจ organizzata dalle due realtร trans milanesi: lโAssociazione per la Cultura e lโEtica Transgenere (ACET) e lo Sportello Trans di ALA Milano Onlus.
Dopo la prima edizione della marcia lanciata lโanno scorso dalle due attiviste storiche della scena milanese, la Consigliera Comunale Monica J. Romanoe la responsabile dello Sportello Trans ALA Milano Onlus Antonia Monopoli, le due realtร trans lombarde scendono in piazza anche questโanno in occasione del Transgender Day of Remembrance (TDoR), con la seconda edizione della Trans Lives Matter March, perchรฉ โle vite delle persone trans contanoโ.
La marcia silenziosa per le vie di Milano ha lโobiettivo di commemorare le persone trans* uccise nellโanno precedente e, contemporaneamente, di difendere i pochi diritti acquisiti โ โfortemente a rischio in questa fase politicaโ โ ma anche di rivendicare quei diritti che tardano ad arrivare.
ยซDovโรจ finito il Registro di Genere proposto dalla consigliera Monica J. Romano e approvato in consiglio comunale nel maggio del 2022?ยป – chiedono gli organizzatori al Sindaco. ยซDove sono le carriere alias per i dipendenti del Comune di Milano, previste anche dal contratto collettivo nazionale di riferimento dal 2022?ยป E continuano: ยซIn un momento storico in cui la destra minaccia la nostra stessa esistenza, non vogliamo doverci guardare anche da unโamministrazione di centrosinistra.ยป.
La Trans Lives Matter March questโanno sarร gemellata con la Trans* March di Torino, che si terrร invece il 18 novembre alle 16.00.
La violenza e le vittime di transfobia
338 sono le vittime solo dellโultimo anno e crescono di giorno in giorno (solo la scorsa settimana erano 310); Il 95% sono donne trans, per lโ81% si tratta di omicidi. LโItalia si aggiudica anche questโanno il triste primato di paese europeo con il piรน alto numero di vittime di odio transfobico.Alle morti vanno poi sommate le decine di migliaia di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica agiti nei nostri confronti quotidianamente.
Gli organizzatori denunciano dati e segnalazioni in crescita:
ยซNellโultimo anno questa violenza si รจ intensificata, le segnalazioni vengono da tutte le realtร locali nel nostro Paese. Segnalazioni che non sono mai state ascoltate nรฉ prese in considerazione da questo Governo, che davanti ad unโemergenza di questa portata ha spesso deciso, al contrario, di buttare benzina sul fuoco strumentalizzando la tematica trans in favore di una propaganda ai danni delle stesse persone trans.
Una propaganda che si traduce in atto pratico quando 4 agenti della polizia locale di Milano decidono di picchiare ripetutamente e contemporaneamente una donna trans nonostante non stesse opponendo alcun tipo di resistenza;
quando 22 consiglieri regionali lombardi decidono di presentare una mozione dal titolo ยซInterventi contro la diffusione dei regolamenti scolastici sulla C.D. โCarriera Aliasโยป, che nel primo testo aveva tra gli obiettivi quello di ยซRichiedere agli istituti scolastici lombardi che aderiscono alla โcarriera aliasโ di annullarne/disapplicarne il regolamentoยป e anche di ยซIntervenire con direttive regionali contro la diffusione nelle scuole della โcarriera aliasโ ed eventuali progetti educativi ad essa connessi, ispirati alla teoria di genereยป;
quando un uomo decide di uccidere a coltellate Marta nella sua casa a Roma perchรฉ Marta era una donna trans;
quando un altro uomo decide di sgozzare una donna trans nigeriana nel bel mezzo di un parco e quando la stampa racconta la storia di questa donna titolando ยซUomo trovato sgozzato nel parco: indossava una parrucca da donnaยป;
quando Chiara e Veronica, due giovanissime donne trans, a distanza di pochi mesi lโuna dallโaltra, decidono di togliersi la vita non perchรฉ non riescano a convivere con il fatto di essere trans, ma perchรฉ non riescono a convivere con lโidea di vivere in uno Stato e in una societร che non riconosce nemmeno loro il diritto alla dignitร . Uno Stato che non le tutela dalle continue aggressioni che subiscono e che anzi, ultimamente, si impegna a rendere la loro vita piรน difficile.
Riportare che ci sono 338 vittime in un anno significa comunicare che almeno una persona trans ogni giorno muore in condizioni violente. Quale altra comunitร di persone ha un tasso di omicidi cosรฌ alto?ยป
Siamo orgogliosi di presentare la mostra fotografica che si svolgerร dal 7 ottobre al 5 novembre 2023 al PAC di Milano (Padiglione dโArte Contemporanea) del progetto di fotografia sociale RI-SCATTI con la mostra CHIAMAMI COL MIO NOME.
L’ingresso รจ gratuito.
Sedici persone fra transgender e non-binary raccontano storie vere, amare, gioiose mettendo in luce le loro identitร e il sofferto percorso di transizione, accendendo i riflettori sulle difficoltร nel riconoscersi prima ancora che farsi riconoscere e accettare dalla propria famiglia, dai propri amici, dalle istituzioni e dalla societร .
Alba, Antonia, Bianca, Elisa, Fede, Ian, Lionel, Logan, Louise, Manuela, Marcella, Mari, Nico, Nico, Riccardo e Seiko sono ษ protagonistษ di questa nuova edizione di RI-SCATTI.
Tuttษ loro hanno trovato la forza e il coraggio di raccontarsi con la macchina fotografica in mano, di mostrarsi con le loro fragilitร e insicurezze, riconoscendo e utilizzando la diffusione della conoscenza per mandare il messaggio che siamo persone.
Anche questโanno ACET รจ stata presente nel comitato organizzativo del Milano Pride 2023 con interventi interessanti su tematiche molto attuali.
Un sincero Ringraziamento al presidente in carica Guglielmo Giannotta per essere stato presente nel comitato organizzativo e ai volontari che hanno dato il loro prezioso contributo.
“Soluzioni punk alla legge 164”
22 giugno, ore 20:00, piazza Santa Francesca Romana
Questo evento offre unโopportunitร unica per apprendere, attraverso una discussione diretta e dalle esperienze delle persone, le difficoltร del percorso di affermazione di genere in Italia, a causa della legge 164/82, che lo regolamenta. Seppur questa legge abbia segnato un progresso significativo per i diritti delle persone transgenere nel nostro Paese, sono molte le sfide e le lacune derivate da una legge ormai obsoleta. Con Monica Romano, consigliera comunale; Laura Caruso, socia fondatrice di ACET; Arono Celeprin, attivista e studente; Alec Sebastian DโAulerio, attivista e vicepresidente di ACET; Elena Pucci, avvocata civilista e giudice onorario.
“Il percorso ad ostacoli nellโinclusione de* atlet* transgenere“
22 giugno, ore 22:00, piazza Santa Francesca Romana
Negli ultimi anni si รจ parlato molto di persone transgender nello sport, aprendo un vero e proprio dibattito mediatico. Nel farlo perรฒ non si รจ mai dato spazio alle persone coinvolte e a un importante diritto per la comunitร : il diritto allo sport.
Ne parleremo con persone atlete come Valentina Petrillo, Tommaso Fiore e Elisa Ruscio, oltre che lโendocrinologa Giulia Senofonte.