Nel giugno 2023, in piena estate e nel silenzio generale, viene depositata una mozione in Regione Lombardia dal consigliere Giacomo Zamperini (Fratelli d’Italia), intitolata «Interventi contro la diffusione dei regolamenti scolastici sulla C.D. “Carriera Alias”».
Un atto che mirava esplicitamente a cancellare ogni forma di riconoscimento amministrativo dell’identità di genere nelle scuole lombarde, vietando regolamenti interni, percorsi di accompagnamento, progetti educativi, e persino l’utilizzo dei nomi d’elezione.
Dietro la retorica del “buon senso”, si celava l’obiettivo politico chiaro: colpire le soggettività transgender più giovani, renderle invisibili, negare loro perfino il diritto di essere chiamate col proprio nome.
L’inizio della mobilitazione
La prima a dare l’allarme, il 24 giugno 2023, è la consigliera comunale Monica Romano, che dal palco del Milano Pride denuncia pubblicamente la mozione e lancia la proposta di una manifestazione sotto il palazzo della Regione Lombardia.
È l’inizio di una mobilitazione politica e sociale che durerà quattro mesi.
Nel frattempo, la mozione — modificata più volte — resta all’ordine del giorno, mentre cresce la consapevolezza della sua pericolosità.
In poco tempo, nasce un fronte largo e trasversale di realtà studentesche e LGBTQIA+, riunite sotto il nome di Coordinamento Carriere Alias. Senza loghi, senza bandiere, ma con un obiettivo chiaro: far ritirare o far bocciare la mozione.
Una campagna comunicativa senza precedenti
Le prime settimane sono difficili. La stampa nazionale non ne parla, la partecipazione ai presidi è contenuta.
Ma non ci fermiamo. ACET insieme ad altre realtà inizia a costruire una strategia comunicativa forte, precisa e mirata:
- Viene diffusa una lettera di diffida firmata dalla dottoressa Giuseppina Ristori, figura di riferimento nella medicina dell’affermazione di genere.
- Emergono mail interne di consiglieri regionali come Mauro Macchi, che mostrano la spaccatura interna nella maggioranza.
- La strategia social viene intensificata, così come la pressione politica.
Il secondo presidio davanti al Pirellone diventa un caso nazionale. I media si accorgono della questione, la notizia arriva sulle prime pagine e, per la prima volta, si rompe la compattezza del centro-destra lombardo.
Una vittoria politica e culturale
Il momento decisivo arriva in ottobre 2023, quando la mozione viene finalmente discussa in aula. Nonostante le modifiche, non raggiunge i voti necessari per essere approvata.
La mozione è bocciata. Abbiamo vinto.
La nostra battaglia è riuscita a impedire un pericoloso precedente normativo, ma ha fatto di più:
- Ha portato la questione delle carriere alias al centro del dibattito pubblico nazionale.
- Ha mostrato che una rete politica e comunicativa ben strutturata può davvero incidere.
- Ha ricordato che le persone trans, soprattutto quelle giovani, non sono sole e non resteranno in silenzio.
Una battaglia che ci definisce
Questa campagna è stata la più grande mai costruita da ACET fino ad oggi, non solo per l’impatto mediatico, ma per la capacità di tenere insieme strategia, comunicazione e mobilitazione reale.
Non abbiamo difeso un regolamento. Abbiamo difeso un principio di realtà, di dignità, di vita quotidiana.
Questa è la nostra linea politica:
Agire in fretta, prendere parola, costruire alleanze, rifiutare la neutralità, rendere visibili gli attacchi e rispondere colpo su colpo.
Non chiediamo di esistere: lo facciamo.