Portare avanti delle iniziative di forte impatto sociale richiede dei finanziamenti adeguati, purtroppo con pochi soldi si fanno attività ridotte al minimo. ACET fino ad oggi si è auto-finanziata con le tessere dei soci e piccole donazioni da parte di privati.
Quali attività possiamo portare avanti? In realtà c’è tanto da fare, ma ci piace condividere più sotto nella pagina, l’ultimo progetto che abbiamo in corso, ultimo in ordine di tempo e che sta avendo un impatto inatteso sulle persone transgender e di genere non conforme a cui è dedicato.

Si può fare una donazione ad ACET tramite Bonifico Bancario e sarà inviata una ricevuta per scaricare dalle imposte l’importo donato. Dopo aver fatto il versamento basta scrivere una email a info@associazionetransgenere.org indicando i dati della azienda per la ricevuta e gli estremi del bonifico che va eseguito indicando la casuale ‘Donazione Vostro-Nome’:

ACET Associazione per la Cultura e l’Etica Transgenere

IBAN IT25K0501801600000016953721

Presso BANCA ETICA


Un progetto molto importante sia per l’associazione che per la comunità trans si chiama ACETEAM, ed è l’unica squadra di calcio trans in Italia.
Il progetto è nato in collaborazione con Open Milano Calcio con l’obiettivo di garantire uno spazio sportivo che fosse accessibile alle persone transgender, non binarie e di genere non conforme. Basato sul concetto di autodeterminazione, è stato lanciato ad aprile 2023 e fino a luglio 2023 ne è stata garantita la continuatività. In questi pochi mesi hanno giocato in squadra con noi più di 30 persone, 18 si sono iscritte. La squadra si è allenata con regolarità una volta a settimana, ha partecipato a un campionato e a diverse amichevoli. La partecipazione è molto buona e sentita, le persone non sono praticamente mai assenti.

Ci abbiamo messo da subito il massimo dell’impegno, perchè chiaramente creare un progetto di questo tipo a titolo volontario richiede molto tempo ed energie, ma più andavamo avanti più ci convincevamo dell’importanza di quello che stavamo facendo, nonostante la fatica: era evidente che se non avessimo creato e garantito quello spazio non ne avrebbero trovato un altro pronto ad accoglierli.
Ci sono moltissimi punti dello sviluppo del progetto che ci hanno stupito. Più andavamo avanti più ci rendevamo conto che quello non era solamente uno spazio nel quale giocare, divertirsi e fare attività fisica. Molti degli atleti praticamente non escono di casa, ad esempio. La squadra è servita loro anche per farsi un gruppo di amici che prima non avevano.

La squadra ha acquisito una certa notorietà mediatica sin da subito: i ragazzi hanno raccolto la sfida per raccontarsi e questo li ha aiutati ad accrescere la loro self-consciousness come individui nella società. Abbiamo anche girato un documentario verso la fine dell’anno ed era molto evidente che avessero fatto uno shift impressionante rispetto a quando erano entrati: più sicuri di loro stessi, con più voglia di raccontarsi e con nella testa in misura molto minore l’idea che avessero qualcosa di sbagliato.

Il progetto nasce sin da subito con una struttura e una vision and mission ben precisa, non solo etica ma anche economica. Per noi onestamente sarebbe stato molto più facile fare uno specchietto dei costi e chiedere una quota di iscrizione proporzionata alle persone che volevano iscriversi. Sicuramente sarebbe stato molto più semplice che andare a cercare finanziamenti in giro per l’Italia. Tuttavia abbiamo deciso di lavorare sul concetto di sostenibilità anche economica del progetto: sarebbe stato sbagliato, perchè ipocrita, dal nostro punto di vista, essere accessibili dal punto di vista etico su una fascia di popolazione che sappiamo avere moltissimi problemi nell’accesso al lavoro, che è per i più di noi ovviamente la principale fonte di reddito. In pratica avremmo detto “oh che bello, abbiamo creato la prima squadra trans d’italia, sono 600 euro“, facendo finta di non essere a conoscenza del fatto che la maggior parte di noi 600 euro per fare attività sportiva non li ha.

Per questo motivo abbiamo deciso di far pagare agli atleti un prezzo simbolico di iscrizione, che ammonta ad euro 55/anno e viene coperto dall’associazione ove ci venisse segnalato che non si è in grado di sostenere quella cifra per problemi economici. Per farlo chiaramente abbiamo scelto la strada dei finanziamenti esterni e sono convinto che questo sia uno di quei progetti che rientra nelle key values di un’azienda.

La parte relativa all’ empowerment è una aggiunta all’offerta dell’anno prossimo e rappresenta il 50% della spesa totale. E’ una spesa importante e che sembra tanto, ma per noi ne vale davvero la pena e crediamo che sia un progetto fondamentale per lavorare sui ragazzi in un modo che sia permanente e vada oltre l’ambito sportivo.

Il progetto inizierà a settembre e terminerà a metà novembre: è un incontro alla settimana della durata di 3 ore nel quale i ragazzi faranno sia counseling di gruppo sia preparazione atletica. Abbiamo selezionato questo progetto prendendoci un grande rischio perchè l’autocoscienza nell’ottica dell’empowerment e la preparazione atletica sono i due punti sui quali abbiamo visto i ragazzi fare veramente fatica e siamo sicuri che siano due punti sui quali ci serve un aiuto esterno di professionisti del settore per fare un level up.

Potrei stare qui a parlare per ore del progetto, vi assicuro che quello che ho fatto è un riassunto.
Guglielmo Giannotta , Presidente e Coordinatore del Progetto AceTeam.


Contattaci subito (info@associazionetransgenere.org) per una donazione, eventuali collaborazioni oppure solo per conoscerci meglio in vista di attività future insieme.