Sabato 20 Novembre a Milano, davanti a Palazzo Marino, abbiamo celebrato il TDoR – Transgender Day Of Remembrance (Giornata della Memoria Transgender).
Il TDoR รจ per la nostra comunitร il momento del cordoglio e del ricordo dei nostr* mort*, di quelle persone transgender, non binarie e gender non-conforming uccise dall’odio.
Ma non รจ soltanto questo.
Ogni 20 novembre noi diamo spazio alla nostra rabbia e alle nostre rivendicazioni.
Il testo del discorso di introduzione. Autori Alec Sebastian DโAulerio e Bianca Iula.
Buongiorno Milano, anche se per noi non รจ un bel giorno.
Mi chiamo Bianca e sono in rappresentanza dellโassociazioneย ACET โAssociazione per la cultura e lโetica transgenereโ,ย ma in questo momรฉnto vorrei rappresentare tutte le persone trans e non binarie del mondo.
Siamo oggi per ilย TDoR , the day of remembrance. Il giorno del ricordo.ย
Perchรฉ รจ importante questa giornata?
Per ricordare che la transfobia va combattuta insieme alle altre forme di violenza. Ricordarlo a noi persone trans, a familiari, amici e a tutte le persone. Soprattutto a quei politici che sono contrari alla tutela dei diritti e della vita di chi non fa parte della loro cerchia, inneggiando slogan e idee che nel mondo moderno
non hanno piรน senso. Per nostra fortuna, il mondo e soprattutto le giovani generazioni si stanno evolvendo
nonostante una politica degli adulti fuori moda e fuori dal tempo. Ma cโรจ ancora tanto da fare per cambiare la societร in meglio.
Ricordiamo che siamo tutti simili e diversi ed รจ proprio la diversitร che segue lโevoluzione della specie.
La transfobia sta nelle piccole cose, ad iniziare dai commenti che ci rivolgete quotidianamente, siano essi scritti mediante una tastiera o resi espliciti verbalmente.
Commenti che il piรน delle volte racchiudono una curiositร morbosa nei confronti dei nostri corpi transgender, spesso al limite del feticcio; ma anche un totale rifiuto di essi, attraverso una violenza verbale, psicologica, e troppo spesso, fisica.
Ma non solo, perchรฉ la transfobia si fa anche spazio nella vostra (e nella nostra)
educazione, impartitaci sin dalla piรน tenera etร , ed in cui vi รจ tutto quel che si puรฒ e non si puรฒ. E che porta, poi, gli adulti di domani a relegarci ai margini della societร , come reietti.
Perchรฉ ad oggi รจ ancora troppo difficile accettare che una persona compia un percorso di accettazione di sรฉ. Che (quella persona) sia sรฉ stessa a 360 gradi, mostrando anche allโesterno, con orgoglio, il raggiungimento di quella meta, del tutto personale.
Che tanto arricchisce noi, ma NULLA leva a voi.
Sรฌ, perchรฉ ad oggi siamo noi e voi. Cโรจ una barriera a dividerci, e quella barriera รจ la mancanza di dialogo.
Un dialogo, che voi, credete si possa fermare a ciรฒ che pensate di noi, e non ciรฒ che sapete e avete appreso dalla nostra esperienza diretta.
Avete bisogno che i nostri corpi siano studiati, patologizzati. Che ci si consegni in mano un diploma di incongruenza di genere, per poterci credere! E spesso nemmeno quello basta, o non ci ritroveremmo qui, ogni anno, a contare le nostre vittime.
Vittime non solo dellโodio, non solo dellโignoranza, ma di transfobia.
Il 20 novembre 1998 รจ la data dellโassassinio di Rita Hester, con la prima veglia funebre svoltasi lโanno successivo a San Francisco. Da allora sono passati ben 23 anni!. E ora come allora, gridiamo forte i nomi di chi, ancora oggi, non ha avuto giustizia, e probabilmente non ne avrร ancora per molto. Perchรฉ per quanto possiamo urlare non cโรจ nessuno ad ascoltarci.
Ogni anno, le vittime, sono sempre di piรน. Questโanno ne abbiamo contate 409. Un numero โ che ve lo dico per correttezza โ non รจ veritiero: รจ gravemente sottostimato! Perchรฉ non tutti i loro nomi, i loro corpi, raggiungono una testata giornalistica.
Questo รจ il caso di Mei, una delle nostre piรน care sorelle, conosciuta ad inizio 2019.
Mei aveva 19 anni quando รจ venuta a mancare, come ci disse Laura Caruso, presidente di ACET, nellโannunciarci questa grave perdita. Noi diciamo โรจ mancataโ, ma le parole sono importanti, e Mei si รจ suicidata.
Questo รจ solo un riflesso di una grande realtร : nella nostra comunitร non cโรจ solo lโomo-cidio, ma anche un altissimo tasso di suicidi. Suicidi dovuti a quei commenti di cui vi parlavo allโinizio, a quella violenza verbale e fisica, che ci rivolgete spesso anche inconsciamente.
Per questo siamo qui. Siamo qui perchรฉ รจ tempo che la comunitร transgender possa finalmente cessare di vivere nella paura. Perchรฉ se il TDOR per voi รจ solo un giorno allโanno, per noi รจ ogni giorno, e non possiamo piรน permetterci di attendere che arrivi il nostro turno. Nessuno merita di ritrovarsi in quella lista!
ร tempo per i cittadini, ma cosรฌ come le istituzioni, che ci vedano, ci ascoltino, e che prendano tutti atto del fatto di come fino a quando ci ritroveremo qui ogni anno, si renderanno inevitabilmente complici di tali atrocitร .
Abbiamo ripetuto nel lockdown, come un mantra, che โdopoโ saremmo stati migliori. Siamo quasi giunti โal dopoโ ed รจ di giร il momento di dimostrarlo a voi stessi e alla societร .
Grazie per essere qui con noi oggi.


