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Storico

Ripartiamo dai diritti: documento politico del “Milano Pride 2021”

Tratto da: https://www.milanopride.it/it/documentopolitico/

โ€œโ€ฆรˆ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertร  e lโ€™eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umanaโ€ฆโ€.
Art. 3 della Costituzione Italiana.

Ripartiamo dai Diritti. Dai diritti costituzionali. Dal progetto di societร  equa, aperta, accogliente che sostiene ogni individuo, libero e uguale, nella piena realizzazione di sรฉ.

Nel tempo della pandemia la socialitร  รจ stata sospesa, si sono acuite le povertร  e le solitudini, che hanno colpito maggiormente chi giร  era fragile e non tutelato. In primis, le persone della comunitร  LGBTQIA+, le famiglie arcobaleno, le persone transgender e gender non conforming.

Ora รจ tempo di ripartire, con le attivitร  economiche, senzโ€™altro, e con le attivitร  culturali, sociali e politiche in presenza. Ma occorre ripartire dai Diritti. I diritti sociali ed economici non sono in concorrenza tra loro. Al contrario, lโ€™esperienza e la storia dimostrano che una societร  aperta dove gli individui sono tutelati รจ anche una societร  piรน prospera e ricca, da tutti i punti di vista. Lโ€™evoluzione dei diritti civili e la promozione dei diritti sociali, in favore anche delle cosiddette minoranze, deve essere una parte essenziale per la ricostruzione del tessuto sociale e civile logorato dalla pandemia e per la costruzione della societร  futura.

Questโ€™anno la comunitร  LGBTQIA+ italiana festeggia il 50esimo anniversario dalla prima manifestazione pubblica e dalla nascita del movimento di rivendicazione dei diritti LGBTQIA* in Italia. รˆ tempo di andare avanti con determinazione perchรจ le famiglie omogenitoriali, le coppie same-sex, le persone transgender, non binarie e gender non conformi, le persone della comunitร  LGBTQIA+ tutte, attendono ancora risposte, a livello istituzionale nazionale e locale, per tutte le volte in cui i diritti sono ancora disattesi, nella propria vita familiare, sul lavoro, nella vita pubblica, a scuola, per la propria salute.

Se il Paese deve ripartire, se Milano deve ripartire, ripartiamo tuttษ™ insieme.

LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE E ALLA *FOBIA: IL DIRITTO DI ESSERE SE STESS3.

Ogni giorno, le persone LGBTQIA+ vengono discriminate, isolate, insultate e aggredite a scuola, in casa, in strada o sul posto di lavoro. Ancora oggi, nel nostro Paese, tenersi per mano, darsi una carezza o un bacio non sono solo semplici gesti dโ€™affetto, ma atti di coraggio. La pandemia ha inoltre costretto tantษ™ di noi a isolarsi con famiglie che talvolta non rispettano la nostra identitร  o il nostro orientamento, al punto che la propria casa non รจ piรน un luogo sicuro, di affetto e benessere.

Siamo amicษ™, colleghษ™, vicinษ™ di casa, genitori, figlษ™ che chiedono a gran voce di non essere piรน cittadinษ™ di serie B, ma accoltษ™ e tutelatษ™ in modo efficace da una Legge contro lโ€™omolesbobitransfobia, intersexfobia, afobia, queerfobia e discriminazione verso chiunque venga considerato diversษ™, senza compromessi. Lโ€™odio non รจ un diritto.

Anche a Milano si vivono questi problemi e una cittร  che si vanta di essere capace di accoglienza ed empatia รจ importante che si doti di maggiori strumenti e politiche antidiscriminatorie e di sostegno per le vittime che si affianchino e si coordinino con le attivitร  e servizi erogati dalle associazioni di volontariato che operano sul territorio.

Lโ€™istituzione di un help center antidiscriminazione multimediale (telefono, chat, email), capace di offrire supporto professionale (psicologi, avvocati) e di mettere in rete le risorse del mondo associativo, รจ un impegno improcrastinabile. Lโ€™azione della Casa Arcobaleno, rifugio per persone LGBTQIA+, andrebbe rafforzata e altri appartamenti aperti per espandere il numero di posti letto. Occorre altresรฌ promuovere una campagna di sensibilizzazione ed educazione alla non discriminazione, con progetti nelle scuole (corsi,

concorsi, etc.) e una campagna di comunicazione diretta allโ€™opinione pubblica. Chiediamo, pertanto, al comune oltre a sostenere e valorizzare le attivitร  giร  svolte dalle associazioni, di attuare concretamente tutte queste iniziative; il Comune non puรฒ delegare totalmente al volontariato i compiti che sono di interesse pubblico.

OMOGENITORIALITร€ E FAMIGLIE CON UGUALI DIRITTI

Non รจ piรน tempo di attendere. La Corte di Cassazione ha piรน volte affermato che deve essere colmato il vuoto legislativo in materia di omogenitorialitร , e ha chiesto esplicitamente al Parlamento di agire facendo presente come โ€œspetti โ€ฆal Legislatore โ€“ in qualitร  di interprete della volontร  collettivitร  e previo opportuno bilanciamento degli interessi in gioco โ€“ predisporre una tutela di quei bambini che hanno due mamme o due papร โ€.

Queste leggi sono fondamentali per la vita quotidiana di molte famiglie. Lo sono ancora di piรน oggi, quando certificazioni, decreti e permessi di movimento e incontro sono strettamente vincolati allo stato di famiglia. Quanti genitori non riconosciuti, fantasmi per legge, si sono visti negata la possibilitร  di ricongiungersi ai propri figli? Possiamo lasciare in mano al buon cuore del funzionario di turno, dellโ€™impiegato del momento, delle forze dellโ€™ordine, la tutela dellโ€™integritร , della salute di tante famiglie?

Questo non puรฒ accadere in uno stato democratico! E questo accade perchรฉ le tutele non sono ancora estese a tutti i cittadini e le cittadine. Pur essendo tutti uguali, non siamo trattati nello stesso modo. La legge oggi dice che le coppie omogenitoriali sono diverse, che sono formate da cittadini di serie B. Eppure, per quanto riguarda i doveri economici, tornano ad avere piena cittadinanza. Pagano le tasse come le altre famiglie, come la vera famiglia che sono.

Ebbene, vogliamo essere considerati una famiglia non solo per i Comuni, al momento di riscuotere le tasse, ma anche per lo Stato. Ed รจ sullo stato di famiglia dei nostri bambini che vogliamo essere inchiodati alle nostre responsabilitร , lo vogliamo vedere scritto nero su bianco.

รˆ finito il tempo delle parole, adesso รจ il momento dei fatti: leggi che riconoscano pienamente ai nostri figli tutti i diritti e a noi il diritto di essere genitori sin dalla loro nascita. Genitori sรฌ, perchรฉ questi figli li abbiamo desiderati, voluti e messi al mondo in coppia.

Inoltre, chiediamo il riconoscimento e la tutela del ruolo di co-genitore ai partner di uno dei genitori che, in una famiglia ricostituita, svolgono un ruolo di cura e accudimento dei figli, ma senza riconoscimento legale.

E ancora vediamo il pregiudizio in azione. Ancora dobbiamo prendere atto di essere considerati con sospetto e trattati diversamente dagli altri. In Italia, infatti, non ci รจ permesso adottare e non possiamo accedere alle tecniche di procreazione assistita consentite invece alle coppie eterosessuali. Coppie eterosessuali che si trovano come noi nellโ€™impossibilitร  di procreare naturalmente.

Perchรฉ il nostro desiderio di genitorialitร  รจ ancora guardato con sospetto?

Il nostro Paese deve interrogarsi sui suoi pregiudizi, una volta per tutte. Ci sono persone omosessuali, e sono persone come le altre.

Persone al momento costrette in uno stato di clandestinitร  per quanto riguarda la genitorialitร , costrette a migrazioni per costruire la propria famiglia. Lo Stato italiano deve vergognarsi. Uno Stato che si dice democratico non deve mettere i propri cittadini in condizione di cercare altrove il proprio diritto alla felicitร  e alla realizzazione di sรฉ in una famiglia. Per questo, gridiamo una volta per tutte BASTA.

E al Comune di Milano, che solo in un primo momento ha voluto vederci e rispettarci con coraggio, chiediamo di ritrovare quel coraggio e continuare a trascrivere sui certificati di nascita dei nostri bambini i nomi dei loro genitori. Di entrambi i genitori. Che si tratti di un uomo e una donna, di due donne o di due uomini.

IL DIRITTO A UN MATRIMONIO EGUALITARIO

Lโ€™unica ragione per cui il matrimonio egualitario non esiste รจ che ancora esiste una grave discriminazione che investe le vite delle persone LGBTQIA+. Una catena invisibile ma che nei momenti piรน importanti delle nostre vite ci blocca improvvisamente. รˆ ora di prendere consapevolezza di questa catena, vederla e romperla una volta per tutte.

Le persone LGBTQIA+ non valgono meno, non sono diverse dalle altre, perchรฉ ogni persona รจ diversa e tutti abbiamo eguale dignitร . Ma la mancanza del matrimonio egualitario per le persone LGBTQIA+ determina una differenza.

รˆ questo pregiudizio, questa catena, la ragione per cui alle coppie dello stesso sesso non รจ permesso accedere allโ€™istituto collettivo del matrimonio.

Non esiste altra ragione se non una violenta e silenziosa discriminazione. Chiediamo di poterci sposare senza se e senza ma.

IL DIRITTO ALLA PROPRIA IDENTITร€ DI GENERE

In Lombardia, a Milano, i servizi sanitari dedicati alle persone che devono affrontare un percorso di transizione di genere sono assolutamente carenti. Il sistema รจ cosรฌ complesso da non riuscire ad adattarsi alle esigenze della realtร  locale e a dare risposte efficaci.

La maggior parte delle persone transgenere e gender non conforming oggi in Lombardia si affida a specialisti privati per poter accedere alle cure ormonali perchรฉ il servizio pubblico segue la procedura ONIG, che non รจ nรฉ funzionale nรฉ necessaria nรฉ tantomeno prevista per legge, con il risultato di essere incapace di assistere i cittadinษ™ che ne hanno bisogno.

La delibera AIFA, che stabilirebbe la gratuitร  delle terapie ormonali ma a patto di seguire una rigida procedura, รจ stata definita non tenendo conto della effettiva disponibilitร  delle strutture sanitarie necessaire nelle varie regioni italiane, e risulta di difficile applicazione in Lombardia. La delibera va cambiata a partire dalla sua ideazione concettuale, poichรฉ determina un passo indietro nel processo di autodeterminazione della persona transgenere, non tiene conto del microdosing e considera valide allโ€™erogazione del farmaco solo le farmacie ospedaliere, che non sono di facile reperibilitร  sul territorio.

Ogni endocrinologo dovrebbe essere abilitato a prescrivere le cure ormonali per le persone transgenere, ampliando la base dei medici a disposizione, al contrario di quanto succede ora.

Il percorso psicologico dovrebbe essere reso facoltativo, non piรน necessario come ora, e sostituito dal principio di autodeterminazione della persona trans stessa.

Il percorso giudiziario per la rettifica dei documenti anagrafici dovrebbe essere semplificato e trasformato in una procedura comunale, come avviene giร  in altri Stati. Lโ€™autorizzazione di un giudice per le operazioni chirurgiche invece dovrebbe essere rimossa.

La paura che alimenta lโ€™attuale sistema รจ quella delle detransizioni; ma in realtร  non vi รจ contezza di questo fenomeno perchรฉ non sono stati fatti finora studi che permettano di avere unโ€™idea di quanto sia alto questo rischio.

Questo sistema nel suo complesso deve essere modificato e snellito, cosรฌ da poter facilitare i percorsi di transizione, supportare concretamente chi li deve affrontare e aumentare la qualitร  della vita delle persone transgenere e gender non conforming.

Lasciamo alle persone trans il diritto di autodeterminarsi e di assumersi la responsabilitร  per il proprio percorso di transizione.

Basta Transifici! Non siamo piรน dispostษ™ a pagare enormi cifre per ciรฒ che รจ nostro diritto: scegliere, parlare e riconoscerci per noi stessษ™.

Infine, pensiamo che il Comune debba intervenire, secondo le sue competenze, nella revisione della gestione delle liste elettorali presso i seggi, cosรฌ da renderla piรน rispettosa di tuttษ™.

Al momento, la presenza di due liste separate e distinte per sesso (uomini e donne) costringe le persone transgender a fare coming-out al momento dellโ€™accesso al seggio per esprimere il voto, in fase di identificazione. Allโ€™interno dei seggi, tra lโ€™altro, la lista maschile e la lista femminile, per ragioni di praticitร  e afflusso dei votanti, sono normalmente poste a una certa distanza lโ€™una dallโ€™altra. Perciรฒ, le persone si attendono in coda divise a seconda del proprio sesso per essere identificate dallo/a scrutatore/scrutatrice. La divisione delle liste in maschile e femminile รจ espressamente prevista dalla legge, quindi un intervento di modifica in questo senso dovrebbe passare per il legislatore. Tuttavia, in fase di redazione e stampa delle liste รจ possibile trovare delle soluzioni che, sebbene non ottimali, si muovano in una direzione di maggiore inclusivitร  e rispetto per le persone transgender e gender con conforming.

In particolare, si potrebbero suddividere le liste in ordine alfabetico per cognome (per es. A-L, M-Z), a prescindere dal genere, per un totale di 4 elenchi (donne A-L, donne M-Z, uomini A-L, uomini M-Z). Uguale principio si applicherebbe ai registri per lโ€™annotazione della tessera elettorale. A questo punto, si potrebbe dare indicazione ai/alle presidenti di seggio di organizzare lโ€™afflusso degli elettori e delle elettrici in due colonne dipendenti dalla lettera del cognome anzichรฉ dal sesso. In questo modo, lโ€™unica persona a venire a conoscenza del sesso anagrafico del/della votante sarebbe lo/la scrutatore/scrutatrice che lโ€™identifica, e questo senza dubbio incoraggerebbe molte piรน persone transgender, non binarie e gender non conforming, a recarsi ai seggi per godere di un proprio diritto civile.

PIร™ DIRITTI PER TUTTฦ: FEMMINISMO, TRANSFEMMINISMO E INTERSEZIONALITAโ€™

Il femminismo intersezionale si basa sulla presa di coscienza che le discriminazioni sono molteplici e basate su piรน fattori che spesso interagiscono e si sovrappongono tra loro. Il sesso, lโ€™identitร  di genere, lโ€™orientamento sessuale, le disabilitร , lo stato economico/sociale, il colore della pelle, avere un corpo non conforme agli standard di bellezza, la religione, lโ€™etร , il luogo di nascita: sono tutti fattori che concorrono a creare privilegi e conseguenti discriminazioni.

รˆ fondamentale tenere conto delle diverse oppressioni che si intersecano con quelle dovute al genere. Lโ€™omolesbobitransfobia, il razzismo, il classismo, lโ€™abilismo, la mascolinitร  tossica: sono tutte forme di oppressione ed esclusione che dobbiamo affrontare tuttษ™ insieme per poter creare una societร  equa ed inclusiva.

La liberazione dagli stereotipi di genere aiuterebbe tutta la collettivitร  in quanto ci libereremmo dal sistema di schemi sociali nei quali tuttษ™ siamo intrappolatษ™.

Le istanze transfemministe condannano ogni forma di esclusione delle donne trans dalla definizione di donna e dal concetto di donna. Le donne trans sono donne e vanno incluse allโ€™interno del femminismo. Cโ€™รจ ad oggi una sezione estremista del movimento femminista che le esclude adducendo motivazioni per noi assolutamente non condivisibili.

Le forme di potere oppressive sono tante e diverse e lโ€™intersezionalitร  รจ lโ€™unico mezzo per poter abbattere i fattori oppressivi derivanti dal sistema patriarcale eteronormativo. Ad oggi si dimostra quindi necessario un transfemminismo intersezionale, che porti avanti le istanze di tutte le categorie di donne e persone discriminate. Una rivendicazione collettiva e non escludente rispetto alle categorie tradizionalmente emarginate, come le sex workers, le persone disabili o che subiscono una discriminazione per lโ€™origine etnica.

Milano รจ da sempre fucina di istanze femministe dal respiro nazionale, chiediamo che continui il suo percorso di presentazione e tutela del concetto di femminismo intersezionale.

UNโ€™EDUCAZIONE CHE PREVEDA TUTTฦ

La scuola ha lo scopo di preparare le giovani persone che la abitano alla vita moderna che le vedrร  partecipi e coinvoltษ™. รˆ essenziale che unโ€™istituzione pubblica parli della e alla realtร  senza basarsi su canoni irrealistici, vincoli stereotipati, teorie astratte e pregiudizi. Una realtร  variopinta, ricca e multidimensionale.

Per questo, una corretta, approfondita e duratura educazione alle differenze รจ fondamentale nel percorso scolastico di ogni studentษ™. Trattare le tematiche LGBTQIA+, femministe e di genere durante lโ€™etร  formativa, rendere disponibili libri di testo in biblioteca per approfondire questi temi anche in autonomia, permetterebbe alle giovani persone LGBTQIA+ di sentirsi meno isolate, di scoprirsi, comprendersi e crescere serenamente, e alle persone non-LGBTQIA+ di avere una visione completa del mondo in cui vivono e di diventare cittadinษ™ coscienti e alleati dei loro coetanei.

Il bullismo รจ la prima causa di abbandono scolastico: che tipo di adultษ™ diventeranno, se non garantiamo loro il diritto allo studio? Che tipo di cittadinษ™? Ma soprattutto: come possiamo anche solo immaginare che le loro vite, le loro menti, la loro salute siano tutelate? Unโ€™istituzione pubblica โ€“ la scuola โ€“ deve fare di piรน.

Si deve mettere uno stop al bullismo, alle discriminazioni e alle violenze โ€“ troppo presenti nella vita dei giovanษ™, tanto nel quotidiano quanto online. Unโ€™ombra lunga che pervade, permane e segna a lungo e in profonditร  le loro vite: una vita serena, consapevole e libera โ€“  adolescenti, giovani o adulti โ€“ รจ un diritto!

Promuovere una corretta informazione su identitร  di genere, orientamento sessuale e ruoli sociali, e far capire le istanze, i bisogni e le necessitร  delle persone LGBTQIA+ non รจ un progetto utile solo per i ragazzi in etร  evolutiva. Va intrapreso un percorso parallelo di informazione, sensibilizzazione e formazione che coinvolga tutto il personale scolastico, che con cura e passione contribuisce ogni giorno alla crescita dei ragazzษ™.

La conoscenza รจ la prima arma di contrasto allโ€™odio. Formiamo giovani e adulti capaci di vivere e interagire positivamente insieme. Favoriamo un percorso di crescita collettiva.

Per una Milano che non sia solo inclusiva, ma realmente integrata: una Milano libera.

SOLITUDINI E NUOVE POVERTAโ€™

Da alcuni anni, in diversi strati della nostra societร  e allโ€™interno della comunitร  LGBTQIA+, si stanno ampliando fenomeni di solitudine, emarginazione e perfino povertร  economica, che nel corso di questo anno di pandemia si sono acuiti ancora di piรน.

Nel corso del 2020 sono arrivate molte segnalazioni di persone LGBTQIA+ che, oltre alla preoccupazione per lโ€™emergenza sanitaria, non potevano essere tranquillษ™ allโ€™interno delle proprie case: a causa di genitori che non accettano i propri figli, coinquilini omotransfobici o altre situazioni simili.

Inoltre, sono venute a mancare le occasioni di socialitร  per i membri della comunitร  LGBTQIA+. Oltre alla chiusura di luoghi di ritrovo, le tante realtร  associative, dove le persone esercitano il proprio ruolo sociale, si confrontano e crescono nelle relazioni, non hanno potuto svolgere la propria attivitร  di sostegno, autoaiuto e supporto in maniera completa, facendo sรฌ che chi avesse bisogno faticasse a trovare assistenza morale e materiale.

A Milano e nei comuni della Cittร  Metropolitana si รจ riusciti a fare POCO.

Il lavoro della Casa Arcobaleno, per esempio, non si รจ mai fermato continuando ad accogliere persone LGBTQIA+ che non potevano piรน vivere allโ€™interno delle mura domestiche, non per propria scelta. Le richieste sono aumentate, con molte domande provenienti anche da fuori Comune, ma la capacitร  della struttura รจ fortemente limitata. Le realtร  associative e di volontariato della provincia si sono unite per cercare di creare reti di sostegno per le persone LGBTQIA+ offrendo soluzioni di supporto a distanza, numeri di telefono, sportelli online o simili.

Ma la stabilitร  emotiva e sociale della comunitร  LGBTQIA+ non puรฒ rimanere solo in mano alle associazioni.

รˆ compito delle istituzioni prendere coscienza di questi fenomeni e analizzarli per agire in maniera preventiva ed efficace rispetto a questa nuova emergenza che temiamo andrร  sempre di piรน ad aggravarsi. Il Comune e la Regione devono assumersi le proprie responsabilitร  e svolgere il proprio compito, offrendo nuovi strumenti di supporto e sostegno sociale e psicologico a quei cittadinษ™ che soffrono di situazioni di violenza psicologica ed emotiva.

Le amministrazioni comunali inoltre possono concedere spazi e fondi alle associazioni per garantire che il loro lavoro di supporto verso queste fasce della societร  possa godere di maggiore stabilitร  e progettualitร  per fornire servizi che saranno implementati e consolidati nel tempo.

La cittadinanza deve essere maggiormente informata su queste situazioni critiche per creare una consapevolezza condivisa che spinga sempre piรน persone ad alimentare la rete di sostegno per le persone LGBTQIA+ che hanno sempre piรน bisogno di sentirsi meno sole e piรน sostenute.

IL DIRITTO ALLA SALUTE

Era il 5 giugno 1981 quando vennero registrati i primi casi sospetti di polmonite da Pneumocystis in cinque uomini omosessuali, che si rivelarono poi essere i primi sieropositivi diagnosticati.

Tanti passi sono stati fatti in questi 40 anni di lotta al virus, tanto che oggi possiamo guardare allโ€™obiettivo dellโ€™Organizzazione Mondiale della Sanitร  di avere ZERO nuove infezioni da HIV nel 2030 con ragionevole speranza.

Grazie allโ€™arrivo dei farmaci efficaci, lโ€™aspettativa di vita delle persone che vivono con HIV oggi รจ equiparabile alle persone HIV negative. E non solo, le evidenze scientifiche, dimostrano che una persona HIV positiva che segue il trattamento, e ha carica virale non rilevabile, non puรฒ trasmettere il virus: U=U, Undetectable equals Untrasmittable. Un risultato straordinario.

Oggi abbiamo molti strumenti per proteggerci dal virus dellโ€™HIV, abbiamo il condom, la PrEP, profilassi pre- esposizione da HIV, la TasP, terapia come prevenzione, la PEP, profilassi post esposizione. Tutti questi strumenti permettono di vivere liberamente le nostre sessualitร , qualunque esse siano, e di approdare un benessere sessuale pieno e appagante, che deve essere libero dai pregiudizi, da razzismo, violenza di genere, transfobia e allโ€™insegna dellโ€™autodeterminazione sessuale.

Eppure, ancora molto si deve fare in termini di corretta informazione, lotta allo stigma, sensibilizzazione e promozione della prevenzione, non solo rispetto allโ€™HIV ma a tutte le malattie sessualmente trasmissibili. Lo stigma sociale e la discriminazione alimentano ancora paura e isolamento, che, aggravate dalla pandemia globale di covid-19, ha effetti devastanti nella quotidianitร  e nelle nostre comunitร .

Milano, se vuole essere cittร  allโ€™avanguardia per la salute, deve partire anche dalla salute dei piรน fragili, e dalla salute delle persone LGBTQIA+. Le istituzioni devono fare la loro parte, promuovendo politiche e azioni di sostegno concreto al diritto alla salute e alla corretta informazione e prevenzione.

Le associazioni, prima fra tutte il Milano Check Point, si trovano spesso a lottare da sole, andrebbero invece supportate con spazi e fondi utili per promuovere servizi di test e prevenzione, fare corretta informazione e combattere lo stigma. Le associazioni di volontariato e auto-aiuto sono presidi fondamentali per la salute

fisica e psicologica dei cittadini, e come tali devono essere sostenute dalle istituzioni come parte integrante del sistema sanitario, per non lasciare nessuno indietro.

Solo cosรฌ possiamo costruire un futuro migliore, dove ognuno possa stare bene.

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Storico

Trans Lives Matter 2022

TRANS* LIVES MATTER (LE VITE DELLE PERSONE TRANS* CONTANO

Il 20 novembre 2022 si terrร  la prima marcia milanese per i diritti delle persone transgender e non binarie. Appuntamento alle ore 17:00 in Piazza Oberdan. La marcia si concluderร  in Piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, con gli interventi di associazioni, istituzioni e attivist* trans*.

In una stagione politica in cui i pochissimi e fragili diritti delle persone transgender sono a rischio, abbiamo deciso di portare le nostre vite, il nostro dolore e la nostra indignazione nelle vie piรน centrali della cittร  di Milano per dare un segnale preciso alla societร , alla politica e alle istituzioni: le vite delle persone trans contano, e noi, e tutti i nostri amici, sostenitori e alleati siamo pronti non soltanto a celebrarle e a ricordarle, ma anche a rivendicarne il pieno diritto di cittadinanza nella societร  civile, contro ogni forma di discriminazione, violenza, tentativo di invisibilizzazione e delegittimazione. Intendiamo altresรฌ dare un segnale al Sindaco โ€“ che abbiamo invitato a marciare con noi โ€“ e alla Giunta comunale affinchรฉ in tempi ragionevoli diano attuazione alla mozione approvata dal Consiglio comunale lo scorso maggio che istituisce il Registro di Genere.

 ยซCosa cโ€™รจ di male nel voler essere me stessa?ยป domandava spesso Chiara, ragazza transgender di soli 19 anni che lunedรฌ 24 ottobre si รจ tolta la vita nella sua abitazione, nel quartiere di Piscinola in provincia di Napoli, mentre la madre non era in casa. 

Chiara ha subรฌto una vita di sofferenza, violenza, bullismo ed emarginazione per il solo fatto di voler esprimere la sua identitร  femminile.

ยซPerchรฉ devo soffrire se voglio mettere un rossetto o truccarmi?ยป chiedeva agli operatori del Gay Center di Roma โ€“ numero verde contro lโ€™omotransfobia โ€“ a cui si era rivolta giร  allโ€™etร  di 17 anni per chiedere aiuto. 

ยซA volte mi chiedo cosa ci sia di sbagliato in me, in fondo sono solo un essere umano. Mi sento una donna, vorrei non avere paura. Ma sono in un labirinto senza uscita.ยป

Lo stesso labirinto in cui si รจ ritrovata Cloe Bianco, la professoressa che – dopo essere stata allontanata nel 2015 dal suo lavoro a scuola in provincia di Venezia per aver deciso di indossare abiti femminili – lโ€™estate scorsa, a 58 anni, si รจ data fuoco nel suo camper.

A volte il labirinto senza uscita puรฒ essere una camera dโ€™hotel dalla quale non si riesce a scappare, come quella in cui รจ stato ritrovato il corpo di Naomi Cabral, donna transgender argentina di 47 anni, sex worker, strangolata da un suo cliente a Marina di Tor San Lorenzo. 

Altre volte quel labirinto lo troviamo nelle scuole. Noah, ragazz* gender variant, nellโ€™estate del 2021 ha deciso di togliersi la vita a soli 13 anni perchรฉ โ€“ ha raccontato la madre – in una scuola di Roma subiva bullismo e marginalizzazione. Lo stesso bullismo che ha colpito Elios, giovane persona non binaria di 15 anni, che lโ€™anno scorso ha deciso di gettarsi dal quarto piano di una palazzina residenziale.

Il Trans Murder Monitoring Project (TMM) di Transgender Europe (TGEU) ha conteggiato un totale di 4042 persone transgender e gender-diverse uccise tra il 1ยฐ gennaio 2008 e il 30 settembre 2021 nel mondo, dato ampiamente sottostimato a causa dellโ€™invisibilizzazione che la realtร  transgender da sempre subisce.

Esiste un filo rosso che collega tutte queste terribili morti e si chiama transfobia.

Per questo – su proposta delle due attiviste di lungo corso per i diritti trans Antonia Monopoli e Monica J. Romano, questโ€™ultima รจ anche la prima persona transgender eletta a Milano nella storia della cittร  โ€“ le realtร  trans* del territorio milanese Sportello Trans di Ala Milano onlus e Associazione per la Cultura e lโ€™Etica Transgenere (ACET) hanno deciso di unire le forze e di chiamare la prima marcia trans milanese. Ispirandosi, in unโ€™ottica intersezionale, alle lotte del movimento internazionale originatosi all’interno della comunitร  afroamericana impegnato nella lotta contro il razzismo Black Lives Matter, le associazioni hanno deciso di chiamare la marcia Trans Lives Matter (le vite trans* contano) e di organizzarla per il 20 novembre, Transgender Day Of Remembrance, (Giornata della Memoria Transgender) o TDOR, giornata nella quale ormai in tutto il mondo vengono organizzate veglie per commemorare le vittime di transfobia. 

Dopo il concentramento alle 17:00 in piazza Oberdan, la marcia partirร  per ricordare e commemorare Chiara, Cloe, Naomi, Noah, Elios e tutte le vittime di transfobia in Italia e nel mondo. I partecipanti sfileranno reggendo delle candele e dei cartelli con i volti delle vittime, leggeranno i loro nomi e loro storie. La marcia si concluderร  in Piazza della Scala, dove al microfono interverranno le associazioni promotrici, i rappresentanti delle istituzioni e attivist* trans*. Il servizio d’ordine sarร  curato dall’associazione City Angels.

Le poche semplici regole che abbiamo stabilito per la partecipazione delle associazioni.

Le associazioni LGBTQIA+ possono portare una sola bandiera per associazione

Le altre associazioni, partiti compresi, non possono portare bandiere, striscioni o altri simboli rappresentativi

Bisogna marciare in silenzio per quanto possibile.


๐—ฅ๐—˜๐—”๐—Ÿ๐—ง๐—”ฬ€ ๐—–๐—›๐—˜ ๐—”๐——๐—˜๐—ฅ๐—œ๐—ฆ๐—–๐—ข๐—ก๐—ข ๐—”๐—Ÿ๐—Ÿ๐—” ๐— ๐—”๐—ฅ๐—–๐—œ๐—”
(IN AGGIORNAMENTO)

Agedo Milano
Arcigay Nazionale
Arcigay Firenze Altre Sponde
ASA – Associazione Solidarietร  AIDS
Associazione Laicitalia
Associazione Tgenus
Centro Salute Trans e Gender Variant
Checcoro
CIG Arcigay Milano
City Angels
Collettivo Asessuale Carrodibuoi
Coordinamento Arcobaleno
Famiglie Arcobaleno
Gaynet
Gruppo Trans APS
I Sentinelli di Milano
Milano QUIDDITCH A.S.D.
Poliedro – Studenti LGBT+ Politecnico
Sat Pink di Verona, Padova e Rovigo
Sportello Trans Maurice GLBTQ
Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR)
Rete Genitori Rainbow

๐—ฆ๐—ถ๐—ป๐—ด๐—ผ๐—น๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฑ๐—ฒ๐˜€๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ
(in aggiornamento)

Vladimir Luxuria
Eva Sassi Croce
Giovanna Baracchi
Barbara Mapelli
Andrea Sparaciari
Laura Di Donato
Marinella Zetti
Dario Accolla
Anita Sonego
Vanni Piccolo


Eventi CulturaliStorico

Milano Pride 2022

Anche quest’anno ACET รจ stata presente nel comitato organizzativo del Milano Pride 2022 con interventi interessanti su tematiche molto attuali.
Un sincero Ringraziamento al volontario Guglielmo Giannotta per essere stato presente nel comitato organizzativo e ai volontari che hanno dato il loro prezioso contributo.

โ€œIL COMING OUT LAVORATIVOโ€œ
Dubbi E Timori Delle Persone Transgender E Di Genere Non Conforme
30 Giugno 2022 โ€“ 21:25
Milano Pride Square โ€“ piazza Santa Francesca Romana
Moderatrice: Bianca Iula – Relatrici: Elena Pucci, Arianna Forzani

โ€œLa conquista del registro di genereโ€œ
Il rgistro in un’ottica di promozione della depatologizzazione delle persone trans*
1 Luglio 2022 โ€“ 20:25
Milano Pride Square โ€“ piazza Santa Francesca Romana
Relatori: Monica Romano, Laura Caruso, Guglielmo Giannotta, Francesco Cicconetti

Eventi CulturaliStorico

Milano Pride 2021

Dalla costituzione dell’associazione quest’anno c’รจ stato il primo “pride” che si รจ svolto “in persona” e abbiamo partecipato in numerosi eventi.
L’evento inizialmente concepito solo come l’edizione precedente “solo online” grazie al miglioramento della lotta alla pandemia si รจ potuto svolgere con un ristretto pubblico e diretta Facebook, quindi formula “dal vivo + online”, i risultati sono stati molto positivi.

Un sincero Ringraziamento al volontario Guglielmo Giannotta per essere stato presente nel comitato organizzativo del Milano Pride 2021 e ai volontari che hanno dato il loro prezioso contributo.

23 Giugno ore 18:30 – “IN LOTTa
Laura Caruso, Nathan Bonnรฌ, Monica Romano e ospiti

https://www.facebook.com/acet.transgenere/videos/1011539746338798/


24 Giugno ore 17:30 – “Sguardi Femministi, pratiche per cambiare il mondo
Monica Romano e vari

Facebook video: https://www.facebook.com/506759452695419/videos/246686856795033

YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=p8UmEQ-wxaA


25 Giugno ore 17:30 – “Cuius regio, eius religio
Rebecca Trespi, Federico Alessio, Bianca Iula, Guglielmo Giannotta

Facebook Video: https://www.facebook.com/watch/live/?v=1431502927230408&ref=search

YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=FYFFArIlDOQ




25 Giugno ore 19:30 – “Fuori i nomi. Intervista con la storia LGBT
dialogano:
Simone Alliva, Diego Passoni , Felix Cossolo , Laura Caruso

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