Tratto da: https://www.milanopride.it/it/documentopolitico/
โโฆร compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertร e lโeguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umanaโฆโ.
Art. 3 della Costituzione Italiana.
Ripartiamo dai Diritti. Dai diritti costituzionali. Dal progetto di societร equa, aperta, accogliente che sostiene ogni individuo, libero e uguale, nella piena realizzazione di sรฉ.
Nel tempo della pandemia la socialitร รจ stata sospesa, si sono acuite le povertร e le solitudini, che hanno colpito maggiormente chi giร era fragile e non tutelato. In primis, le persone della comunitร LGBTQIA+, le famiglie arcobaleno, le persone transgender e gender non conforming.
Ora รจ tempo di ripartire, con le attivitร economiche, senzโaltro, e con le attivitร culturali, sociali e politiche in presenza. Ma occorre ripartire dai Diritti. I diritti sociali ed economici non sono in concorrenza tra loro. Al contrario, lโesperienza e la storia dimostrano che una societร aperta dove gli individui sono tutelati รจ anche una societร piรน prospera e ricca, da tutti i punti di vista. Lโevoluzione dei diritti civili e la promozione dei diritti sociali, in favore anche delle cosiddette minoranze, deve essere una parte essenziale per la ricostruzione del tessuto sociale e civile logorato dalla pandemia e per la costruzione della societร futura.
Questโanno la comunitร LGBTQIA+ italiana festeggia il 50esimo anniversario dalla prima manifestazione pubblica e dalla nascita del movimento di rivendicazione dei diritti LGBTQIA* in Italia. ร tempo di andare avanti con determinazione perchรจ le famiglie omogenitoriali, le coppie same-sex, le persone transgender, non binarie e gender non conformi, le persone della comunitร LGBTQIA+ tutte, attendono ancora risposte, a livello istituzionale nazionale e locale, per tutte le volte in cui i diritti sono ancora disattesi, nella propria vita familiare, sul lavoro, nella vita pubblica, a scuola, per la propria salute.
Se il Paese deve ripartire, se Milano deve ripartire, ripartiamo tuttษ insieme.
LOTTA ALLA DISCRIMINAZIONE E ALLA *FOBIA: IL DIRITTO DI ESSERE SE STESS3.
Ogni giorno, le persone LGBTQIA+ vengono discriminate, isolate, insultate e aggredite a scuola, in casa, in strada o sul posto di lavoro. Ancora oggi, nel nostro Paese, tenersi per mano, darsi una carezza o un bacio non sono solo semplici gesti dโaffetto, ma atti di coraggio. La pandemia ha inoltre costretto tantษ di noi a isolarsi con famiglie che talvolta non rispettano la nostra identitร o il nostro orientamento, al punto che la propria casa non รจ piรน un luogo sicuro, di affetto e benessere.
Siamo amicษ, colleghษ, vicinษ di casa, genitori, figlษ che chiedono a gran voce di non essere piรน cittadinษ di serie B, ma accoltษ e tutelatษ in modo efficace da una Legge contro lโomolesbobitransfobia, intersexfobia, afobia, queerfobia e discriminazione verso chiunque venga considerato diversษ, senza compromessi. Lโodio non รจ un diritto.
Anche a Milano si vivono questi problemi e una cittร che si vanta di essere capace di accoglienza ed empatia รจ importante che si doti di maggiori strumenti e politiche antidiscriminatorie e di sostegno per le vittime che si affianchino e si coordinino con le attivitร e servizi erogati dalle associazioni di volontariato che operano sul territorio.
Lโistituzione di un help center antidiscriminazione multimediale (telefono, chat, email), capace di offrire supporto professionale (psicologi, avvocati) e di mettere in rete le risorse del mondo associativo, รจ un impegno improcrastinabile. Lโazione della Casa Arcobaleno, rifugio per persone LGBTQIA+, andrebbe rafforzata e altri appartamenti aperti per espandere il numero di posti letto. Occorre altresรฌ promuovere una campagna di sensibilizzazione ed educazione alla non discriminazione, con progetti nelle scuole (corsi,
concorsi, etc.) e una campagna di comunicazione diretta allโopinione pubblica. Chiediamo, pertanto, al comune oltre a sostenere e valorizzare le attivitร giร svolte dalle associazioni, di attuare concretamente tutte queste iniziative; il Comune non puรฒ delegare totalmente al volontariato i compiti che sono di interesse pubblico.
OMOGENITORIALITร E FAMIGLIE CON UGUALI DIRITTI
Non รจ piรน tempo di attendere. La Corte di Cassazione ha piรน volte affermato che deve essere colmato il vuoto legislativo in materia di omogenitorialitร , e ha chiesto esplicitamente al Parlamento di agire facendo presente come โspetti โฆal Legislatore โ in qualitร di interprete della volontร collettivitร e previo opportuno bilanciamento degli interessi in gioco โ predisporre una tutela di quei bambini che hanno due mamme o due papร โ.
Queste leggi sono fondamentali per la vita quotidiana di molte famiglie. Lo sono ancora di piรน oggi, quando certificazioni, decreti e permessi di movimento e incontro sono strettamente vincolati allo stato di famiglia. Quanti genitori non riconosciuti, fantasmi per legge, si sono visti negata la possibilitร di ricongiungersi ai propri figli? Possiamo lasciare in mano al buon cuore del funzionario di turno, dellโimpiegato del momento, delle forze dellโordine, la tutela dellโintegritร , della salute di tante famiglie?
Questo non puรฒ accadere in uno stato democratico! E questo accade perchรฉ le tutele non sono ancora estese a tutti i cittadini e le cittadine. Pur essendo tutti uguali, non siamo trattati nello stesso modo. La legge oggi dice che le coppie omogenitoriali sono diverse, che sono formate da cittadini di serie B. Eppure, per quanto riguarda i doveri economici, tornano ad avere piena cittadinanza. Pagano le tasse come le altre famiglie, come la vera famiglia che sono.
Ebbene, vogliamo essere considerati una famiglia non solo per i Comuni, al momento di riscuotere le tasse, ma anche per lo Stato. Ed รจ sullo stato di famiglia dei nostri bambini che vogliamo essere inchiodati alle nostre responsabilitร , lo vogliamo vedere scritto nero su bianco.
ร finito il tempo delle parole, adesso รจ il momento dei fatti: leggi che riconoscano pienamente ai nostri figli tutti i diritti e a noi il diritto di essere genitori sin dalla loro nascita. Genitori sรฌ, perchรฉ questi figli li abbiamo desiderati, voluti e messi al mondo in coppia.
Inoltre, chiediamo il riconoscimento e la tutela del ruolo di co-genitore ai partner di uno dei genitori che, in una famiglia ricostituita, svolgono un ruolo di cura e accudimento dei figli, ma senza riconoscimento legale.
E ancora vediamo il pregiudizio in azione. Ancora dobbiamo prendere atto di essere considerati con sospetto e trattati diversamente dagli altri. In Italia, infatti, non ci รจ permesso adottare e non possiamo accedere alle tecniche di procreazione assistita consentite invece alle coppie eterosessuali. Coppie eterosessuali che si trovano come noi nellโimpossibilitร di procreare naturalmente.
Perchรฉ il nostro desiderio di genitorialitร รจ ancora guardato con sospetto?
Il nostro Paese deve interrogarsi sui suoi pregiudizi, una volta per tutte. Ci sono persone omosessuali, e sono persone come le altre.
Persone al momento costrette in uno stato di clandestinitร per quanto riguarda la genitorialitร , costrette a migrazioni per costruire la propria famiglia. Lo Stato italiano deve vergognarsi. Uno Stato che si dice democratico non deve mettere i propri cittadini in condizione di cercare altrove il proprio diritto alla felicitร e alla realizzazione di sรฉ in una famiglia. Per questo, gridiamo una volta per tutte BASTA.
E al Comune di Milano, che solo in un primo momento ha voluto vederci e rispettarci con coraggio, chiediamo di ritrovare quel coraggio e continuare a trascrivere sui certificati di nascita dei nostri bambini i nomi dei loro genitori. Di entrambi i genitori. Che si tratti di un uomo e una donna, di due donne o di due uomini.
IL DIRITTO A UN MATRIMONIO EGUALITARIO
Lโunica ragione per cui il matrimonio egualitario non esiste รจ che ancora esiste una grave discriminazione che investe le vite delle persone LGBTQIA+. Una catena invisibile ma che nei momenti piรน importanti delle nostre vite ci blocca improvvisamente. ร ora di prendere consapevolezza di questa catena, vederla e romperla una volta per tutte.
Le persone LGBTQIA+ non valgono meno, non sono diverse dalle altre, perchรฉ ogni persona รจ diversa e tutti abbiamo eguale dignitร . Ma la mancanza del matrimonio egualitario per le persone LGBTQIA+ determina una differenza.
ร questo pregiudizio, questa catena, la ragione per cui alle coppie dello stesso sesso non รจ permesso accedere allโistituto collettivo del matrimonio.
Non esiste altra ragione se non una violenta e silenziosa discriminazione. Chiediamo di poterci sposare senza se e senza ma.
IL DIRITTO ALLA PROPRIA IDENTITร DI GENERE
In Lombardia, a Milano, i servizi sanitari dedicati alle persone che devono affrontare un percorso di transizione di genere sono assolutamente carenti. Il sistema รจ cosรฌ complesso da non riuscire ad adattarsi alle esigenze della realtร locale e a dare risposte efficaci.
La maggior parte delle persone transgenere e gender non conforming oggi in Lombardia si affida a specialisti privati per poter accedere alle cure ormonali perchรฉ il servizio pubblico segue la procedura ONIG, che non รจ nรฉ funzionale nรฉ necessaria nรฉ tantomeno prevista per legge, con il risultato di essere incapace di assistere i cittadinษ che ne hanno bisogno.
La delibera AIFA, che stabilirebbe la gratuitร delle terapie ormonali ma a patto di seguire una rigida procedura, รจ stata definita non tenendo conto della effettiva disponibilitร delle strutture sanitarie necessaire nelle varie regioni italiane, e risulta di difficile applicazione in Lombardia. La delibera va cambiata a partire dalla sua ideazione concettuale, poichรฉ determina un passo indietro nel processo di autodeterminazione della persona transgenere, non tiene conto del microdosing e considera valide allโerogazione del farmaco solo le farmacie ospedaliere, che non sono di facile reperibilitร sul territorio.
Ogni endocrinologo dovrebbe essere abilitato a prescrivere le cure ormonali per le persone transgenere, ampliando la base dei medici a disposizione, al contrario di quanto succede ora.
Il percorso psicologico dovrebbe essere reso facoltativo, non piรน necessario come ora, e sostituito dal principio di autodeterminazione della persona trans stessa.
Il percorso giudiziario per la rettifica dei documenti anagrafici dovrebbe essere semplificato e trasformato in una procedura comunale, come avviene giร in altri Stati. Lโautorizzazione di un giudice per le operazioni chirurgiche invece dovrebbe essere rimossa.
La paura che alimenta lโattuale sistema รจ quella delle detransizioni; ma in realtร non vi รจ contezza di questo fenomeno perchรฉ non sono stati fatti finora studi che permettano di avere unโidea di quanto sia alto questo rischio.
Questo sistema nel suo complesso deve essere modificato e snellito, cosรฌ da poter facilitare i percorsi di transizione, supportare concretamente chi li deve affrontare e aumentare la qualitร della vita delle persone transgenere e gender non conforming.
Lasciamo alle persone trans il diritto di autodeterminarsi e di assumersi la responsabilitร per il proprio percorso di transizione.
Basta Transifici! Non siamo piรน dispostษ a pagare enormi cifre per ciรฒ che รจ nostro diritto: scegliere, parlare e riconoscerci per noi stessษ.
Infine, pensiamo che il Comune debba intervenire, secondo le sue competenze, nella revisione della gestione delle liste elettorali presso i seggi, cosรฌ da renderla piรน rispettosa di tuttษ.
Al momento, la presenza di due liste separate e distinte per sesso (uomini e donne) costringe le persone transgender a fare coming-out al momento dellโaccesso al seggio per esprimere il voto, in fase di identificazione. Allโinterno dei seggi, tra lโaltro, la lista maschile e la lista femminile, per ragioni di praticitร e afflusso dei votanti, sono normalmente poste a una certa distanza lโuna dallโaltra. Perciรฒ, le persone si attendono in coda divise a seconda del proprio sesso per essere identificate dallo/a scrutatore/scrutatrice. La divisione delle liste in maschile e femminile รจ espressamente prevista dalla legge, quindi un intervento di modifica in questo senso dovrebbe passare per il legislatore. Tuttavia, in fase di redazione e stampa delle liste รจ possibile trovare delle soluzioni che, sebbene non ottimali, si muovano in una direzione di maggiore inclusivitร e rispetto per le persone transgender e gender con conforming.
In particolare, si potrebbero suddividere le liste in ordine alfabetico per cognome (per es. A-L, M-Z), a prescindere dal genere, per un totale di 4 elenchi (donne A-L, donne M-Z, uomini A-L, uomini M-Z). Uguale principio si applicherebbe ai registri per lโannotazione della tessera elettorale. A questo punto, si potrebbe dare indicazione ai/alle presidenti di seggio di organizzare lโafflusso degli elettori e delle elettrici in due colonne dipendenti dalla lettera del cognome anzichรฉ dal sesso. In questo modo, lโunica persona a venire a conoscenza del sesso anagrafico del/della votante sarebbe lo/la scrutatore/scrutatrice che lโidentifica, e questo senza dubbio incoraggerebbe molte piรน persone transgender, non binarie e gender non conforming, a recarsi ai seggi per godere di un proprio diritto civile.
PIร DIRITTI PER TUTTฦ: FEMMINISMO, TRANSFEMMINISMO E INTERSEZIONALITAโ
Il femminismo intersezionale si basa sulla presa di coscienza che le discriminazioni sono molteplici e basate su piรน fattori che spesso interagiscono e si sovrappongono tra loro. Il sesso, lโidentitร di genere, lโorientamento sessuale, le disabilitร , lo stato economico/sociale, il colore della pelle, avere un corpo non conforme agli standard di bellezza, la religione, lโetร , il luogo di nascita: sono tutti fattori che concorrono a creare privilegi e conseguenti discriminazioni.
ร fondamentale tenere conto delle diverse oppressioni che si intersecano con quelle dovute al genere. Lโomolesbobitransfobia, il razzismo, il classismo, lโabilismo, la mascolinitร tossica: sono tutte forme di oppressione ed esclusione che dobbiamo affrontare tuttษ insieme per poter creare una societร equa ed inclusiva.
La liberazione dagli stereotipi di genere aiuterebbe tutta la collettivitร in quanto ci libereremmo dal sistema di schemi sociali nei quali tuttษ siamo intrappolatษ.
Le istanze transfemministe condannano ogni forma di esclusione delle donne trans dalla definizione di donna e dal concetto di donna. Le donne trans sono donne e vanno incluse allโinterno del femminismo. Cโรจ ad oggi una sezione estremista del movimento femminista che le esclude adducendo motivazioni per noi assolutamente non condivisibili.
Le forme di potere oppressive sono tante e diverse e lโintersezionalitร รจ lโunico mezzo per poter abbattere i fattori oppressivi derivanti dal sistema patriarcale eteronormativo. Ad oggi si dimostra quindi necessario un transfemminismo intersezionale, che porti avanti le istanze di tutte le categorie di donne e persone discriminate. Una rivendicazione collettiva e non escludente rispetto alle categorie tradizionalmente emarginate, come le sex workers, le persone disabili o che subiscono una discriminazione per lโorigine etnica.
Milano รจ da sempre fucina di istanze femministe dal respiro nazionale, chiediamo che continui il suo percorso di presentazione e tutela del concetto di femminismo intersezionale.
UNโEDUCAZIONE CHE PREVEDA TUTTฦ
La scuola ha lo scopo di preparare le giovani persone che la abitano alla vita moderna che le vedrร partecipi e coinvoltษ. ร essenziale che unโistituzione pubblica parli della e alla realtร senza basarsi su canoni irrealistici, vincoli stereotipati, teorie astratte e pregiudizi. Una realtร variopinta, ricca e multidimensionale.
Per questo, una corretta, approfondita e duratura educazione alle differenze รจ fondamentale nel percorso scolastico di ogni studentษ. Trattare le tematiche LGBTQIA+, femministe e di genere durante lโetร formativa, rendere disponibili libri di testo in biblioteca per approfondire questi temi anche in autonomia, permetterebbe alle giovani persone LGBTQIA+ di sentirsi meno isolate, di scoprirsi, comprendersi e crescere serenamente, e alle persone non-LGBTQIA+ di avere una visione completa del mondo in cui vivono e di diventare cittadinษ coscienti e alleati dei loro coetanei.
Il bullismo รจ la prima causa di abbandono scolastico: che tipo di adultษ diventeranno, se non garantiamo loro il diritto allo studio? Che tipo di cittadinษ? Ma soprattutto: come possiamo anche solo immaginare che le loro vite, le loro menti, la loro salute siano tutelate? Unโistituzione pubblica โ la scuola โ deve fare di piรน.
Si deve mettere uno stop al bullismo, alle discriminazioni e alle violenze โ troppo presenti nella vita dei giovanษ, tanto nel quotidiano quanto online. Unโombra lunga che pervade, permane e segna a lungo e in profonditร le loro vite: una vita serena, consapevole e libera โ adolescenti, giovani o adulti โ รจ un diritto!
Promuovere una corretta informazione su identitร di genere, orientamento sessuale e ruoli sociali, e far capire le istanze, i bisogni e le necessitร delle persone LGBTQIA+ non รจ un progetto utile solo per i ragazzi in etร evolutiva. Va intrapreso un percorso parallelo di informazione, sensibilizzazione e formazione che coinvolga tutto il personale scolastico, che con cura e passione contribuisce ogni giorno alla crescita dei ragazzษ.
La conoscenza รจ la prima arma di contrasto allโodio. Formiamo giovani e adulti capaci di vivere e interagire positivamente insieme. Favoriamo un percorso di crescita collettiva.
Per una Milano che non sia solo inclusiva, ma realmente integrata: una Milano libera.
SOLITUDINI E NUOVE POVERTAโ
Da alcuni anni, in diversi strati della nostra societร e allโinterno della comunitร LGBTQIA+, si stanno ampliando fenomeni di solitudine, emarginazione e perfino povertร economica, che nel corso di questo anno di pandemia si sono acuiti ancora di piรน.
Nel corso del 2020 sono arrivate molte segnalazioni di persone LGBTQIA+ che, oltre alla preoccupazione per lโemergenza sanitaria, non potevano essere tranquillษ allโinterno delle proprie case: a causa di genitori che non accettano i propri figli, coinquilini omotransfobici o altre situazioni simili.
Inoltre, sono venute a mancare le occasioni di socialitร per i membri della comunitร LGBTQIA+. Oltre alla chiusura di luoghi di ritrovo, le tante realtร associative, dove le persone esercitano il proprio ruolo sociale, si confrontano e crescono nelle relazioni, non hanno potuto svolgere la propria attivitร di sostegno, autoaiuto e supporto in maniera completa, facendo sรฌ che chi avesse bisogno faticasse a trovare assistenza morale e materiale.
A Milano e nei comuni della Cittร Metropolitana si รจ riusciti a fare POCO.
Il lavoro della Casa Arcobaleno, per esempio, non si รจ mai fermato continuando ad accogliere persone LGBTQIA+ che non potevano piรน vivere allโinterno delle mura domestiche, non per propria scelta. Le richieste sono aumentate, con molte domande provenienti anche da fuori Comune, ma la capacitร della struttura รจ fortemente limitata. Le realtร associative e di volontariato della provincia si sono unite per cercare di creare reti di sostegno per le persone LGBTQIA+ offrendo soluzioni di supporto a distanza, numeri di telefono, sportelli online o simili.
Ma la stabilitร emotiva e sociale della comunitร LGBTQIA+ non puรฒ rimanere solo in mano alle associazioni.
ร compito delle istituzioni prendere coscienza di questi fenomeni e analizzarli per agire in maniera preventiva ed efficace rispetto a questa nuova emergenza che temiamo andrร sempre di piรน ad aggravarsi. Il Comune e la Regione devono assumersi le proprie responsabilitร e svolgere il proprio compito, offrendo nuovi strumenti di supporto e sostegno sociale e psicologico a quei cittadinษ che soffrono di situazioni di violenza psicologica ed emotiva.
Le amministrazioni comunali inoltre possono concedere spazi e fondi alle associazioni per garantire che il loro lavoro di supporto verso queste fasce della societร possa godere di maggiore stabilitร e progettualitร per fornire servizi che saranno implementati e consolidati nel tempo.
La cittadinanza deve essere maggiormente informata su queste situazioni critiche per creare una consapevolezza condivisa che spinga sempre piรน persone ad alimentare la rete di sostegno per le persone LGBTQIA+ che hanno sempre piรน bisogno di sentirsi meno sole e piรน sostenute.
IL DIRITTO ALLA SALUTE
Era il 5 giugno 1981 quando vennero registrati i primi casi sospetti di polmonite da Pneumocystis in cinque uomini omosessuali, che si rivelarono poi essere i primi sieropositivi diagnosticati.
Tanti passi sono stati fatti in questi 40 anni di lotta al virus, tanto che oggi possiamo guardare allโobiettivo dellโOrganizzazione Mondiale della Sanitร di avere ZERO nuove infezioni da HIV nel 2030 con ragionevole speranza.
Grazie allโarrivo dei farmaci efficaci, lโaspettativa di vita delle persone che vivono con HIV oggi รจ equiparabile alle persone HIV negative. E non solo, le evidenze scientifiche, dimostrano che una persona HIV positiva che segue il trattamento, e ha carica virale non rilevabile, non puรฒ trasmettere il virus: U=U, Undetectable equals Untrasmittable. Un risultato straordinario.
Oggi abbiamo molti strumenti per proteggerci dal virus dellโHIV, abbiamo il condom, la PrEP, profilassi pre- esposizione da HIV, la TasP, terapia come prevenzione, la PEP, profilassi post esposizione. Tutti questi strumenti permettono di vivere liberamente le nostre sessualitร , qualunque esse siano, e di approdare un benessere sessuale pieno e appagante, che deve essere libero dai pregiudizi, da razzismo, violenza di genere, transfobia e allโinsegna dellโautodeterminazione sessuale.
Eppure, ancora molto si deve fare in termini di corretta informazione, lotta allo stigma, sensibilizzazione e promozione della prevenzione, non solo rispetto allโHIV ma a tutte le malattie sessualmente trasmissibili. Lo stigma sociale e la discriminazione alimentano ancora paura e isolamento, che, aggravate dalla pandemia globale di covid-19, ha effetti devastanti nella quotidianitร e nelle nostre comunitร .
Milano, se vuole essere cittร allโavanguardia per la salute, deve partire anche dalla salute dei piรน fragili, e dalla salute delle persone LGBTQIA+. Le istituzioni devono fare la loro parte, promuovendo politiche e azioni di sostegno concreto al diritto alla salute e alla corretta informazione e prevenzione.
Le associazioni, prima fra tutte il Milano Check Point, si trovano spesso a lottare da sole, andrebbero invece supportate con spazi e fondi utili per promuovere servizi di test e prevenzione, fare corretta informazione e combattere lo stigma. Le associazioni di volontariato e auto-aiuto sono presidi fondamentali per la salute
fisica e psicologica dei cittadini, e come tali devono essere sostenute dalle istituzioni come parte integrante del sistema sanitario, per non lasciare nessuno indietro.
Solo cosรฌ possiamo costruire un futuro migliore, dove ognuno possa stare bene.



