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Comunicazioni

Eletto il nuovo consiglio direttivo per il triennio 2023/25

Car* soc* di ACET,

ACET รจ nata nel mese di gennaio del 2020, pochi giorni prima che la pandemia irrompesse nelle nostre vite: un rodaggio complicato che perรฒ, dopo tre anni, ci pare ben riuscito.

Siamo stati in grado di proseguire con i nostri Gruppi, di costituire un Gruppo di Volontar* e di attivarci in molte occasioni. Ricordo solo lโ€™ultima: la Trans Lives Matter del 20 novembre nella cui organizzazione ACET ha assunto un ruolo centrale.

I programmi dellโ€™Associazione sono molto ambiziosi, e in questi tre anni abbiamo posto le basi perchรฉ tutto fosse in ordine; questo ci ha permesso in questo ultimo anno di partecipare (e vincere) insieme a CIG Arcigay un bando finanziato dalla Chiesa Valdese per lโ€™erogazione di corsi di lingua italiana certificati rivolti a persone LGBT+ migranti e rifugiate, che potranno cosรฌ accedere al rilascio di permessi di soggiorno a lungo termine o alla cittadinanza, a seconda del livello della certificazione. Oppure di ottenere un finanziamento mirato da parte di una Fondazione per la formazione di volontar* nella gestione dei progetti in tutte le componenti (organizzazione, comunicazione, bandi e finanziamenti, relazioni con le istituzioni).

Senza rigore e ordine anche formale, questo non sarebbe stato possibile, perchรฉ chi finanzia vuole avere visibilitร  di tutte le โ€œcarteโ€ in regola.

Si possono fare tante cose anche senza assetti formali, senza vincoli, codici fiscali, bilanci, registri, ma non tutto si puรฒ fare senza vincoli: non si possono avere fondi finanziari che sono necessari per โ€œfare le coseโ€; possiamo anche combattere idealmente il sistema, ma solo se non si hanno necessitร  concrete, perchรฉ se le necessitร  ci sono, servono soldi.

Ho deciso di non ricandidarmi al Consiglio Direttivo, pur restando sempre legata ad ACET sia per lโ€™impegno nel gruppo di Auto Mutuo Aiuto insieme al Socio Nicholas Barbieri, sia per supportare il nuovo Consiglio nelle attivitร  per le quali la mia esperienza potrร  essere utile.

Mi piace pensare che le organizzazioni si evolvono e il ricambio vada favorito, spesso noi persone anziane diciamo โ€œlargo ai giovaniโ€ ma altrettanto spesso teniamo le nostre mani aggrappate ai braccioli delle nostre poltrone, che secondo me, invece, vanno lasciate libere per persone giovani ed energiche.

Sulla base di candidature ed elezioni, il nuovo Consiglio vede Guglielmo Giannotta alla guida come Presidente e Rappresentante Legale, con Alec Sebastian Dโ€™Aulerio Vice-Presidente, Bianca Iula Segretaria e Monica Romano Consigliera.

A tutti loro va il mio sentito augurio di buon lavoro.

Sono state elette Lucy Frezza per la carica di Probiviro e Sofia Giuliani per la carica di Revisora Unica, a loro va il ringraziamento per essersi rese disponibili ad assumere queste responsabilitร .

Il Consiglio ha voluto sottoporre allโ€™Assemblea la mia candidatura alla carica di Presidente Onoraria, che รจ stata votata favorevolmente; sono grata per questo segno e penso che possa rafforzare la continuitร  di un progetto importante come quello della nostra Associazione.

Un ringraziamento, infine, al Vice-Presidente uscente Daniele Brattoli, che con me e Monica Romano ha creduto in questo progetto dopo molti anni di lavoro congiunto e di impegno, soprattutto nellโ€™accoglienza e nella cura delle persone piรน giovani.

Un abbraccio,

Laura Caruso

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Comunicazioni

Perchรฉ sono state presentate segnalazioni su Panorama allโ€™Ordine dei Giornalisti, ad AGCOM e allo IAP

Dopo la pubblicazione della copertina “Baby trans senza limiti” e del servizio “Adolescenza interrotta”, ACET ha presentato segnalazioni all’Ordine dei Giornalisti, all’AGCOM e all’IAP. Qui ne spieghiamo le ragioni.



A seguito della pubblicazione della copertina ยซBaby trans senza limitiยป e del servizio interno ยซAdolescenza interrottaยป, lโ€™Associazione per la Cultura e lโ€™Etica Transgenere (ACET) ha deciso di attivare alcuni strumenti istituzionali previsti dallโ€™ordinamento italiano. La scelta di presentare un esposto allโ€™Ordine dei Giornalisti della Lombardia e segnalazioni allโ€™Autoritร  per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e allโ€™Istituto dellโ€™Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) nasce da una valutazione approfondita sulla qualitร  dellโ€™informazione e sugli effetti prodotti dal racconto mediatico.

Come illustrato nellโ€™analisi pubblicata sul sito dellโ€™associazione, il nodo centrale riguarda il modo in cui temi complessi e sensibili vengono costruiti sul piano linguistico e narrativo. Titoli, immagini, accostamenti e cornici interpretative incidono direttamente sulla percezione pubblica delle persone transgender e, in particolare, dei minori. In questo senso, lโ€™iniziativa intrapresa si colloca allโ€™interno di una riflessione piรน ampia sulla responsabilitร  dellโ€™informazione quando affronta soggetti vulnerabili e questioni di rilevanza sanitaria e sociale.

Lโ€™esposto presentato allโ€™Ordine dei Giornalisti della Lombardia chiede una valutazione sul rispetto delle norme deontologiche che regolano lโ€™esercizio della professione giornalistica. Lโ€™Ordine รจ chiamato a pronunciarsi su aspetti quali la correttezza dellโ€™informazione, il rispetto della dignitร  delle persone e il divieto di discriminazione. Lโ€™attivazione di questo strumento mira a sollecitare un esame puntuale e motivato di un caso che presenta profili di criticitร  sul piano professionale.

Parallelamente, รจ stata trasmessa una segnalazione ad AGCOM, Autoritร  indipendente con competenze in materia di tutela del pubblico, dei minori e della qualitร  dellโ€™informazione. In questo ambito, lโ€™attenzione รจ rivolta allโ€™impatto complessivo dei contenuti diffusi e alla loro idoneitร  a generare disinformazione o allarme sociale. La segnalazione richiama le funzioni di vigilanza dellโ€™Autoritร  rispetto a un discorso mediatico che incide su un tema al centro del dibattito politico e istituzionale.

La segnalazione allo IAP riguarda specificamente la copertina del settimanale. La copertina svolge una funzione comunicativa autonoma, anticipa il contenuto editoriale e ne orienta la lettura. Titolo, immagini e impaginazione concorrono a veicolare un messaggio che puรฒ risultare fuorviante o lesivo della dignitร  delle persone rappresentate. Per questo motivo, una valutazione nellโ€™ambito dellโ€™autodisciplina pubblicitaria appare pertinente rispetto ai profili di comunicazione visiva e promozionale.

Le azioni intraprese si collocano in ambiti distinti e complementari. Ciascun organismo coinvolto esercita competenze specifiche e autonome. Lโ€™obiettivo condiviso รจ richiamare lโ€™attenzione sulla responsabilitร  che accompagna la produzione di informazione quando essa contribuisce a costruire rappresentazioni sociali con effetti concreti.

La decisione di rendere pubblica questa iniziativa risponde a unโ€™esigenza di trasparenza. Lโ€™utilizzo di strumenti istituzionali rappresenta una possibilitร  legittima per associazioni e soggetti collettivi che intendono intervenire sul piano della qualitร  dellโ€™informazione. Rendere visibile questo percorso significa anche affermare lโ€™importanza di un confronto pubblico che si svolga allโ€™interno di regole condivise e di sedi competenti.

Lโ€™azione intrapresa si inserisce in un lavoro piรน ampio che riguarda il dibattito pubblico sulle persone transgender, il ruolo dei media nella costruzione dellโ€™immaginario collettivo e la responsabilitร  di chi produce informazione in una fase politica particolarmente delicata. In questo contesto, il ricorso agli strumenti previsti dallโ€™ordinamento costituisce una parte integrante di un impegno volto a promuovere unโ€™informazione piรน rigorosa, contestualizzata e rispettosa.

Comunicazioni

โ€œBaby trans senza limitiโ€: linguaggio, propaganda anti-gender e costruzione dellโ€™allarme nel racconto di Panorama

Un’analisi critica e un fact checking della copertina “Baby trans senza limiti” e del servizio di Panorama: linguaggio, propaganda anti-gender, uso dei modelli esteri e vuoto di dati nel contesto italiano.



Nel numero del 14 gennaio 2026 Panorama sceglie di dedicare la copertina e un servizio interno al tema delle persone transgender minorenni. Il titolo, ยซBaby trans senza limitiยป, orienta immediatamente lo sguardo del lettore. Lโ€™uso del termine โ€œbabyโ€ introduce una dimensione infantilizzante, mentre lโ€™espressione โ€œsenza limitiโ€ evoca lโ€™idea di una deriva, di un fenomeno privo di argini, di controlli e di responsabilitร . La costruzione semantica รจ sufficiente a suggerire che qualcosa di pericoloso stia accadendo e che lโ€™intervento normativo o repressivo rappresenti una risposta necessaria.

Allโ€™interno del servizio, intitolato ยซAdolescenza interrottaยป, questa cornice viene progressivamente riempita attraverso un linguaggio che insiste sullโ€™irreversibilitร  e sul danno. Espressioni come ยซpercorso senza ritornoยป, ยซdecisione irreversibileยป e soprattutto ยซla pubertร  non si accende e spegne come un abat-jour. Imboccata quella strada, non si torna piรน indietroยป vengono presentate come constatazioni, non come posizioni allโ€™interno di un dibattito scientifico complesso. Il lettore viene cosรฌ accompagnato verso una rappresentazione binaria dellโ€™esperienza transgender: un prima e un dopo, un errore originario e un pentimento finale, una scelta che segnerebbe definitivamente il corpo e la vita.

Questa narrazione trova una sintesi particolarmente efficace nella frase secondo cui ยซsono sempre piรน gli adolescenti o ex i quali, dopo lโ€™intervento chirurgico e il cambio di sesso, si pentono perchรฉ non possono tornare indietroยป. Lโ€™affermazione contiene tre elementi che meritano attenzione: lโ€™idea di una crescita numerica non supportata da dati esplicitati, lโ€™assunzione del pentimento come esito frequente e la certezza dellโ€™impossibilitร  di tornare indietro. Nel testo, tuttavia, non vengono indicati studi, report o serie statistiche riferite al contesto italiano che consentano di valutare la fondatezza di quel โ€œsempre piรนโ€. La formula funziona come leva emotiva e come argomento politico, ma resta priva di una base verificabile per il lettore.

Accanto allโ€™irreversibilitร , il servizio introduce ripetutamente il tema della salute mentale e della cosiddetta comorbilitร . Si legge che ยซla disforia nei minorenni si presenta frequentemente in concomitanza con altre forme di sofferenza (anoressia, autismo, psicosi)ยป e che ยซpresentarsi come disforici puรฒ essere un modo di dare nome a un malessere altrimenti ineffabileยป. In questo passaggio, lโ€™identitร  transgender viene ricondotta a sintomo, a espressione indiretta di un disagio che troverebbe altrove la sua origine. La complessitร  dellโ€™esperienza soggettiva e clinica viene compressa in una spiegazione riduzionista che produce un effetto preciso: delegittimare la capacitร  di autodeterminazione delle persone transgender, in particolare se minorenni, e presentarle come soggetti strutturalmente instabili.

Il quadro viene ulteriormente rafforzato attraverso lโ€™uso insistito di modelli e casi esteri. Regno Unito, Stati Uniti e diversi Paesi europei vengono evocati come esempi di una presunta inversione di rotta, con particolare riferimento alla chiusura della clinica Tavistock. Questo accumulo di riferimenti costruisce lโ€™idea di un consenso internazionale che starebbe emergendo contro i percorsi di affermazione di genere per i minori. Le differenze tra sistemi sanitari, protocolli clinici e assetti giuridici non vengono chiarite, lasciando intendere una continuitร  che nel contesto italiano non viene dimostrata.

Nel servizio, lโ€™Italia appare cosรฌ come uno spazio privo di regole, descritto come una sorta di โ€œterra di nessunoโ€ normativa. In realtร , proprio lโ€™assenza di dati pubblici consolidati ha portato allโ€™istituzione di un tavolo tecnico e alla discussione di un disegno di legge che interviene in chiave preventiva piรน che regolamentare. Nel momento in cui il Parlamento รจ chiamato a votare, manca ancora un report pubblico che restituisca lo stato dellโ€™arte effettivo nel nostro Paese, rendendo il dibattito particolarmente esposto a narrazioni allarmistiche e a modelli importati dallโ€™estero.

Un altro elemento ricorrente รจ lโ€™associazione tra identitร  transgender e radicalizzazione. Il servizio parla di ยซradicalizzazione di alcuni gruppi per i diritti dei transยป, accostandola ad azioni violente o intimidatorie senza una ricostruzione puntuale dei contesti e delle responsabilitร . Questo accostamento contribuisce a delegittimare lโ€™attivismo e a presentare le rivendicazioni di diritti come espressione di estremismo piuttosto che come parte di un confronto democratico.

Questo impianto narrativo non rappresenta una novitร  per Panorama. Nel 2021, la testata aveva giร  dedicato una copertina ai ยซpentiti del cambio di sessoยป, costruendo un racconto centrato sullโ€™irreversibilitร , sullโ€™errore e sul rimpianto. Allora come oggi, il riferimento a Tavistock, lโ€™uso di casi esteri e la rappresentazione della transizione come violazione della โ€œnaturaโ€ componevano lo stesso frame. La ripetizione di questo schema indica la presenza di un modello comunicativo stabile, che utilizza il tema dei minori per produrre allarme e rendere plausibili politiche restrittive.

In un contesto politico nel quale le istituzioni italiane discutono di leggi in assenza di dati pubblici completi, la responsabilitร  dellโ€™informazione assume un peso decisivo. Il linguaggio, le immagini e le cornici narrative non sono dettagli stilistici: producono effetti reali sul dibattito pubblico e sulla vita delle persone. Informare su temi complessi richiede rigore, contestualizzazione e attenzione, soprattutto quando si parla di soggetti vulnerabili.

Comunicazioni

Milano Pride 2023

Anche questโ€™anno ACET รจ stata presente nel comitato organizzativo del Milano Pride 2023 con interventi interessanti su tematiche molto attuali.
Un sincero Ringraziamento al presidente in carica Guglielmo Giannotta per essere stato presente nel comitato organizzativo e ai volontari che hanno dato il loro prezioso contributo.

“Soluzioni punk alla legge 164”

22 giugno, ore 20:00, piazza Santa Francesca Romana

Questo evento offre unโ€™opportunitร  unica per apprendere, attraverso una discussione diretta e dalle esperienze delle persone, le difficoltร  del percorso di affermazione di genere in Italia, a causa della legge 164/82, che lo regolamenta. Seppur questa legge abbia segnato un progresso significativo per i diritti delle persone transgenere nel nostro Paese, sono molte le sfide e le lacune derivate da una legge ormai obsoleta. Con Monica Romano, consigliera comunale; Laura Caruso, socia fondatrice di ACET; Arono Celeprin, attivista e studente; Alec Sebastian Dโ€™Aulerio, attivista e vicepresidente di ACET; Elena Pucci, avvocata civilista e giudice onorario.


Il percorso ad ostacoli nellโ€™inclusione de* atlet* transgenere

22 giugno, ore 22:00, piazza Santa Francesca Romana

Negli ultimi anni si รจ parlato molto di persone transgender nello sport, aprendo un vero e proprio dibattito mediatico. Nel farlo perรฒ non si รจ mai dato spazio alle persone coinvolte e a un importante diritto per la comunitร : il diritto allo sport.

Ne parleremo con persone atlete come Valentina Petrillo, Tommaso Fiore e Elisa Ruscio, oltre che lโ€™endocrinologa Giulia Senofonte.

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