รจ convocata lโAssemblea dei Soci, domenica 18 dicembre 2022, in prima convocazione alle ore 6:00 di mattina e in seconda convocazione alle ore 10:00 di mattina, con il seguente ordine del giorno:
ยท Elezione del Consiglio Direttivo per il triennio 2023-2025
ยท Elezione del Revisore dei Conti
ยท Elezione del Probiviro
ยท Varie ed eventuali
Lโassemblea si terrร presso la sede del CIG-Arcigay, Via Bezzecca, 3, Milano.
Un cordiale saluto
Laura Caruso โ Presidente ACET
Condividi
Potrebbe interessarti anche
Comunicazioni
Perchรฉ sono state presentate segnalazioni su Panorama allโOrdine dei Giornalisti, ad AGCOM e allo IAP
Dopo la pubblicazione della copertina “Baby trans senza limiti” e del servizio “Adolescenza interrotta”, ACET ha presentato segnalazioni all’Ordine dei Giornalisti, all’AGCOM e all’IAP. Qui ne spieghiamo le ragioni.
A seguito della pubblicazione della copertina ยซBaby trans senza limitiยป e del servizio interno ยซAdolescenza interrottaยป, lโAssociazione per la Cultura e lโEtica Transgenere (ACET) ha deciso di attivare alcuni strumenti istituzionali previsti dallโordinamento italiano. La scelta di presentare un esposto allโOrdine dei Giornalisti della Lombardia e segnalazioni allโAutoritร per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e allโIstituto dellโAutodisciplina Pubblicitaria (IAP) nasce da una valutazione approfondita sulla qualitร dellโinformazione e sugli effetti prodotti dal racconto mediatico.
Come illustrato nellโanalisi pubblicata sul sito dellโassociazione, il nodo centrale riguarda il modo in cui temi complessi e sensibili vengono costruiti sul piano linguistico e narrativo. Titoli, immagini, accostamenti e cornici interpretative incidono direttamente sulla percezione pubblica delle persone transgender e, in particolare, dei minori. In questo senso, lโiniziativa intrapresa si colloca allโinterno di una riflessione piรน ampia sulla responsabilitร dellโinformazione quando affronta soggetti vulnerabili e questioni di rilevanza sanitaria e sociale.
Lโesposto presentato allโOrdine dei Giornalisti della Lombardia chiede una valutazione sul rispetto delle norme deontologiche che regolano lโesercizio della professione giornalistica. LโOrdine รจ chiamato a pronunciarsi su aspetti quali la correttezza dellโinformazione, il rispetto della dignitร delle persone e il divieto di discriminazione. Lโattivazione di questo strumento mira a sollecitare un esame puntuale e motivato di un caso che presenta profili di criticitร sul piano professionale.
Parallelamente, รจ stata trasmessa una segnalazione ad AGCOM, Autoritร indipendente con competenze in materia di tutela del pubblico, dei minori e della qualitร dellโinformazione. In questo ambito, lโattenzione รจ rivolta allโimpatto complessivo dei contenuti diffusi e alla loro idoneitร a generare disinformazione o allarme sociale. La segnalazione richiama le funzioni di vigilanza dellโAutoritร rispetto a un discorso mediatico che incide su un tema al centro del dibattito politico e istituzionale.
La segnalazione allo IAP riguarda specificamente la copertina del settimanale. La copertina svolge una funzione comunicativa autonoma, anticipa il contenuto editoriale e ne orienta la lettura. Titolo, immagini e impaginazione concorrono a veicolare un messaggio che puรฒ risultare fuorviante o lesivo della dignitร delle persone rappresentate. Per questo motivo, una valutazione nellโambito dellโautodisciplina pubblicitaria appare pertinente rispetto ai profili di comunicazione visiva e promozionale.
Le azioni intraprese si collocano in ambiti distinti e complementari. Ciascun organismo coinvolto esercita competenze specifiche e autonome. Lโobiettivo condiviso รจ richiamare lโattenzione sulla responsabilitร che accompagna la produzione di informazione quando essa contribuisce a costruire rappresentazioni sociali con effetti concreti.
La decisione di rendere pubblica questa iniziativa risponde a unโesigenza di trasparenza. Lโutilizzo di strumenti istituzionali rappresenta una possibilitร legittima per associazioni e soggetti collettivi che intendono intervenire sul piano della qualitร dellโinformazione. Rendere visibile questo percorso significa anche affermare lโimportanza di un confronto pubblico che si svolga allโinterno di regole condivise e di sedi competenti.
Lโazione intrapresa si inserisce in un lavoro piรน ampio che riguarda il dibattito pubblico sulle persone transgender, il ruolo dei media nella costruzione dellโimmaginario collettivo e la responsabilitร di chi produce informazione in una fase politica particolarmente delicata. In questo contesto, il ricorso agli strumenti previsti dallโordinamento costituisce una parte integrante di un impegno volto a promuovere unโinformazione piรน rigorosa, contestualizzata e rispettosa.
โBaby trans senza limitiโ: linguaggio, propaganda anti-gender e costruzione dellโallarme nel racconto di Panorama
Un’analisi critica e un fact checking della copertina “Baby trans senza limiti” e del servizio di Panorama: linguaggio, propaganda anti-gender, uso dei modelli esteri e vuoto di dati nel contesto italiano.
Nel numero del 14 gennaio 2026 Panorama sceglie di dedicare la copertina e un servizio interno al tema delle persone transgender minorenni. Il titolo, ยซBaby trans senza limitiยป, orienta immediatamente lo sguardo del lettore. Lโuso del termine โbabyโ introduce una dimensione infantilizzante, mentre lโespressione โsenza limitiโ evoca lโidea di una deriva, di un fenomeno privo di argini, di controlli e di responsabilitร . La costruzione semantica รจ sufficiente a suggerire che qualcosa di pericoloso stia accadendo e che lโintervento normativo o repressivo rappresenti una risposta necessaria.
Allโinterno del servizio, intitolato ยซAdolescenza interrottaยป, questa cornice viene progressivamente riempita attraverso un linguaggio che insiste sullโirreversibilitร e sul danno. Espressioni come ยซpercorso senza ritornoยป, ยซdecisione irreversibileยป e soprattutto ยซla pubertร non si accende e spegne come un abat-jour. Imboccata quella strada, non si torna piรน indietroยป vengono presentate come constatazioni, non come posizioni allโinterno di un dibattito scientifico complesso. Il lettore viene cosรฌ accompagnato verso una rappresentazione binaria dellโesperienza transgender: un prima e un dopo, un errore originario e un pentimento finale, una scelta che segnerebbe definitivamente il corpo e la vita.
Questa narrazione trova una sintesi particolarmente efficace nella frase secondo cui ยซsono sempre piรน gli adolescenti o ex i quali, dopo lโintervento chirurgico e il cambio di sesso, si pentono perchรฉ non possono tornare indietroยป. Lโaffermazione contiene tre elementi che meritano attenzione: lโidea di una crescita numerica non supportata da dati esplicitati, lโassunzione del pentimento come esito frequente e la certezza dellโimpossibilitร di tornare indietro. Nel testo, tuttavia, non vengono indicati studi, report o serie statistiche riferite al contesto italiano che consentano di valutare la fondatezza di quel โsempre piรนโ. La formula funziona come leva emotiva e come argomento politico, ma resta priva di una base verificabile per il lettore.
Accanto allโirreversibilitร , il servizio introduce ripetutamente il tema della salute mentale e della cosiddetta comorbilitร . Si legge che ยซla disforia nei minorenni si presenta frequentemente in concomitanza con altre forme di sofferenza (anoressia, autismo, psicosi)ยป e che ยซpresentarsi come disforici puรฒ essere un modo di dare nome a un malessere altrimenti ineffabileยป. In questo passaggio, lโidentitร transgender viene ricondotta a sintomo, a espressione indiretta di un disagio che troverebbe altrove la sua origine. La complessitร dellโesperienza soggettiva e clinica viene compressa in una spiegazione riduzionista che produce un effetto preciso: delegittimare la capacitร di autodeterminazione delle persone transgender, in particolare se minorenni, e presentarle come soggetti strutturalmente instabili.
Il quadro viene ulteriormente rafforzato attraverso lโuso insistito di modelli e casi esteri. Regno Unito, Stati Uniti e diversi Paesi europei vengono evocati come esempi di una presunta inversione di rotta, con particolare riferimento alla chiusura della clinica Tavistock. Questo accumulo di riferimenti costruisce lโidea di un consenso internazionale che starebbe emergendo contro i percorsi di affermazione di genere per i minori. Le differenze tra sistemi sanitari, protocolli clinici e assetti giuridici non vengono chiarite, lasciando intendere una continuitร che nel contesto italiano non viene dimostrata.
Nel servizio, lโItalia appare cosรฌ come uno spazio privo di regole, descritto come una sorta di โterra di nessunoโ normativa. In realtร , proprio lโassenza di dati pubblici consolidati ha portato allโistituzione di un tavolo tecnico e alla discussione di un disegno di legge che interviene in chiave preventiva piรน che regolamentare. Nel momento in cui il Parlamento รจ chiamato a votare, manca ancora un report pubblico che restituisca lo stato dellโarte effettivo nel nostro Paese, rendendo il dibattito particolarmente esposto a narrazioni allarmistiche e a modelli importati dallโestero.
Un altro elemento ricorrente รจ lโassociazione tra identitร transgender e radicalizzazione. Il servizio parla di ยซradicalizzazione di alcuni gruppi per i diritti dei transยป, accostandola ad azioni violente o intimidatorie senza una ricostruzione puntuale dei contesti e delle responsabilitร . Questo accostamento contribuisce a delegittimare lโattivismo e a presentare le rivendicazioni di diritti come espressione di estremismo piuttosto che come parte di un confronto democratico.
Questo impianto narrativo non rappresenta una novitร per Panorama. Nel 2021, la testata aveva giร dedicato una copertina ai ยซpentiti del cambio di sessoยป, costruendo un racconto centrato sullโirreversibilitร , sullโerrore e sul rimpianto. Allora come oggi, il riferimento a Tavistock, lโuso di casi esteri e la rappresentazione della transizione come violazione della โnaturaโ componevano lo stesso frame. La ripetizione di questo schema indica la presenza di un modello comunicativo stabile, che utilizza il tema dei minori per produrre allarme e rendere plausibili politiche restrittive.
In un contesto politico nel quale le istituzioni italiane discutono di leggi in assenza di dati pubblici completi, la responsabilitร dellโinformazione assume un peso decisivo. Il linguaggio, le immagini e le cornici narrative non sono dettagli stilistici: producono effetti reali sul dibattito pubblico e sulla vita delle persone. Informare su temi complessi richiede rigore, contestualizzazione e attenzione, soprattutto quando si parla di soggetti vulnerabili.
Anche questโanno ACET รจ stata presente nel comitato organizzativo del Milano Pride 2023 con interventi interessanti su tematiche molto attuali. Un sincero Ringraziamento al presidente in carica Guglielmo Giannotta per essere stato presente nel comitato organizzativo e ai volontari che hanno dato il loro prezioso contributo.
“Soluzioni punk alla legge 164”
22 giugno, ore 20:00, piazza Santa Francesca Romana
Questo evento offre unโopportunitร unica per apprendere, attraverso una discussione diretta e dalle esperienze delle persone, le difficoltร del percorso di affermazione di genere in Italia, a causa della legge 164/82, che lo regolamenta. Seppur questa legge abbia segnato un progresso significativo per i diritti delle persone transgenere nel nostro Paese, sono molte le sfide e le lacune derivate da una legge ormai obsoleta. Con Monica Romano, consigliera comunale; Laura Caruso, socia fondatrice di ACET; Arono Celeprin, attivista e studente; Alec Sebastian DโAulerio, attivista e vicepresidente di ACET; Elena Pucci, avvocata civilista e giudice onorario.
“Il percorso ad ostacoli nellโinclusione de* atlet* transgenere“
22 giugno, ore 22:00, piazza Santa Francesca Romana
Negli ultimi anni si รจ parlato molto di persone transgender nello sport, aprendo un vero e proprio dibattito mediatico. Nel farlo perรฒ non si รจ mai dato spazio alle persone coinvolte e a un importante diritto per la comunitร : il diritto allo sport.
Ne parleremo con persone atlete come Valentina Petrillo, Tommaso Fiore e Elisa Ruscio, oltre che lโendocrinologa Giulia Senofonte.